Raee: rifiuti elettrici ed elettronici | Edilone.it

Raee: rifiuti elettrici ed elettronici

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Si attendono novità dalla normativa per lo smaltimento di grandi e piccoli elettrodomestici entro la fine dell’anno. Si riferiscono a tutti gli apparecchi elettrici ed elettronici (denominati RAEE – Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) che, una volta esaurito il loro ciclo di vita, dovranno essere raccolti separatamente dai comuni rifiuti urbani.

In Europa ammontano a circa 6,5 milioni le tonnellate di rifiuti prodotti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, equivalenti al 4 per cento circa dei rifiuti urbani di tutta l’Ue. Riferendoci all’Italia, i rifiuti urbani appartenenti alla categoria Raee ammontano a oltre 89mila tonnellate, delle quali il 58,7 per cento risulta pericoloso per la salute umana o ambientale.

La disciplina della fattispecie fa capo alla normativa derivante dalla Direttiva 2002/96/CE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), successivamente modificata dalla Direttiva 2003/108/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell’8 dicembre 2003.
Il Decreto legislativo n. 151 del 25 luglio 2005, ha recepito i provvedimenti europei nel nostro paese ma l’attuazione definitiva del decreto, che doveva entrare in vigore il 13 agosto scorso, dipende dall’emanazione dei decreti attuativi ministeriali recanti norme sul funzionamento del Registro nazionale dei soggetti obbligati al trattamento dei Raee e sull’istituzione del Comitato di vigilanza sulla gestione dei Raee, atteso non oltre il 31 dicembre 2006.
Entro il 31 dicembre 2006, le autorità nazionali dovranno stilare un Registro dei produttori, con l’indicazione del numero di prodotti messi sul mercato, raccolti, recuperati e riciclati. Tali dati verranno comunicati alla Commissione Europea ogni due anni. Sempre nel termine del 31 dicembre 2006, si dovrà altresì raggiungere la soglia di almeno 4 Kg l’anno pro capite di RAEE ottenuto tramite raccolta differenziata.

Con l’entrata in vigore della legge, i produttori di apparecchi elettrici ed elettronici non potranno più immettere sul mercato prodotti contenenti sostanze pericolose per l’ambiente e non più recuperabili quali piombo, mercurio, cadmio, cromo esavalente, difenile polibrominato (PBB), o etere di difenile polibrominato (PBDE). Ad essi, spetterà l’obbligo, entro un anno dall’entrata in vigore del decreto, di creare i sistemi per la raccolta differenziata e di organizzare lo smaltimento in totale sicurezza ambientale. Lo potranno fare demandandone l’incarico a terzi, consorziandosi tra loro, o ancora accordandosi con i Comuni. La normativa prevede anche (art. 10) che il produttore possa indicare esplicitamente all’acquirente, al momento della vendita di nuovi prodotti, i costi sostenuti per la raccolta, il trattamento, il recupero e lo smaltimento dei RAEE storici. In questo caso il distributore indicherà separatamente all’acquirente finale il prezzo del prodotto ed il costo per la gestione dei RAEE storici.

Per gli inadempienti agli obblighi di legge, sono previste alcune sanzioni ben differenziate tra loro.

Il consumatore, con l’entrata in vigore del nuovo decreto sui RAEE si dovrà abituare a riconoscere il simbolo raffigurante un bidone a ruote per la spazzatura barrato, che individuerà la raccolta differenziata dei rifiuti elettrici ed elettronici e che comparirà in modo visibile direttamente sulle apparecchiature appartenenti alla categoria di interesse oppure sul foglio delle istruzioni per l’uso e sulle confezioni. Egli potrà beneficiare del ritiro, obbligatorio e gratuito da parte del distributore, dell’usato.

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