Protezione italiana alla barriera corallina del mar Rosso | Edilone.it

Protezione italiana alla barriera corallina del mar Rosso

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Un grande canale trasparente, sarà costruito dall’Italia sotto il mar Rosso, in una zona non lontana da Sharm el Sheik, in Egitto, per proteggere la barriera coralline dai danni provocati ogni anno da centinaia di migliaia di turisti all’habitat marino e alla biodiversità. Oltre a permettere il passaggio dei visitatori e degli ammiratori della barriera corallina, evitando o limitando al minimo le immersioni ed i relativi danni da queste causati, la galleria trasparente, sarà affiancata da strutture marine artificiali nella baia di Marsa Ghoslani, dallo sviluppo di un centro visitatori all’interno del parco, di un museo di storia naturale e culturale del sud del Sinai e dalla creazione di una grande area attrezzata a centro visitatori e area campeggio.

Il progetto, avviato nel 2003 dall’allora ministro dell’ambiente Altero Matteoli e messo a punto da biologi e ingegneri dell’Università di Pisa, è infatti parte di un piano ancor più ampio: una sorta di parco a tema nell’area denominata ‘Ras Mohammed National Park’, e unisce interventi a protezione dell’ambiente marino a forme di sviluppo dell’informazione e del turismo sul mare e i suoi tesori.
Altra importante iniziativa è quella che riguarda il sistema idrico del Sinai. Anche in questo caso un piano messo a punto dall’Università di Pisa ha come obbiettivo l’incremento di disponibilità di acqua nei villaggi nel nord del deserto del Sinai. Previsto l’avvio tramite l’installazione di un piccolo acquedotto nel villagggio di Gifgafa attualmente sprovvisto di acqua potabile, cui farà seguito la costruzionedi un sistema di approvvigionamento attraverso la trivellazione di un pozzo e l’installazione di un impianto di dissalazione, e la costruzione di una rete idrica capace di alimentare ospedale, scuole, moschee, stazioni di polizia, uffici postali.

L’Università di Firenze è invece coinvolta in un piano per la realizzazione di impianti capaci di sfruttare l’energia solare per la cogenerazione di freddo e calore: un progetto esplicitamente sollecitato dal governo egiziano per poter far fronte alla crescente domanda di energia in aree a sviluppo turistico e per dare soluzioni sostenibili per la fornitura del freddo necessario alla conservazione dei prodotti agricoli e alimentari in genere. Il prototipo dell’impianto destinato all’Egitto è già stato sperimentato al Polo Tecnologico Tiburtino.

Questi ed altri progetti di cooperazione ambientale avviati o da avviare (per un totale di circa 12 milioni di euro di investimenti pluriennali) sono stati oggetto del confronto bilaterale intercorso tra il ministro dell’ ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e il suo collega egiziano Maged George alla vigilia del vertice dei paesi euromediterranei sull’ambiente del 20 novembre al Cairo. Al Vertice Mediterraneo del Cairo, si parlerà delle malattie di questo nostro mare. Sarà l’occasione per i Ministri dell’ambiente dell’Ue, di fare il punto della situazione degli studi effettuati e soprattutto delle cose da fare.

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