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Pecoraro chiede quadro situazione idrica entro il 15 aprile

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Per far fronte alle carenze idriche e fronteggiare eventuali emergenze, entro il 15 aprile 2007 tutte le 91 autorità di ambito territoriale ottimale dovranno fornire al Coviri (Comitato di vigilanza sull’ uso delle risorse idriche presso il ministero dell’Ambiente) un quadro conoscitivo relativo alla disponibilità delle risorse e ai fabbisogni di acqua, anche relativamente alle azioni da intraprendere in prospettiva della stagione estiva. L’annuncio è stato fatto dal ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, rispondendo a un’ interrogazione al Question Time alla Camera dei Deputati.

Del problema della carenza d’acqua e del cambiamento climatico conosciamo ormai tutti la portata globale. Il 22 marzo scorso si è celebrata la Giornata Mondiale dell’Acqua, proclamata nel 1993 dall’Assemblea delle Nazioni Unite proprio in riconoscimento della carenza di acqua pulita come emergenza mondiale, vera e propria catastrofe in alcune aree del pianeta. In Italia l’emergenza ha radici ben profonde. Nello scorso mese di marzo, il WWF ha presentato il ”Dossier Acque 2007”, in cui, nel lamentare la mancanza in Italia di una visione delle molteplici funzioni del bene acqua, si citano 9 casi simbolo italiani di malfunzionamento della gestione idrica e propone al governo ”quattro passi utili” per migliorare la situazione:
– recepire ed applicare correttamente la Direttiva Quadro Acque;
– istituire una task-force di esperti per dare un contributo qualificato ai lavori del Common Implementation Strategy;
– promuovere il riordino delle competenze in tema di gestione della risorsa idrica, attualmente distribuite tra decine di Istituzioni (Ministeri, Regioni, Autorità di bacino, Regioni, Province, Comuni), enti (Consorzi di regolazione dei laghi, Gestori invasi artificiali, Bacini imbriferi Montani, Consorzi di Bonifica ed irrigazione), uffici e assessorati.
– rilanciare il ruolo delle Autorità di bacino e/o distrettuali per garantire il governo delle acque anche attraverso la ricomposizione dei “distretti di bacino”, con la funzione di coordinamento effettivo del ciclo dell’acqua pianificato attraverso Piani e Programmi che gli enti territoriali gestiscono e/o realizzano.

Tornando alla richiesta del ministro dell’ambiente avanzata alle autorità territoriali in materia di acqua, Pecoraro Scanio ha inoltre reso noto che ”il Coviri, facendo seguito alla circolare Prodi del 5 marzo scorso, ha inviato il 30 marzo una nota a tutte le 91 autorità di ambito territoriale ottimale perchè ciascuna, entro il prossimo 15 aprile, fornisca un quadro conoscitivo relativo alla disponibilità delle risorse e ai fabbisogni, e indichi anche cosa sarebbe opportuno fare in prospettiva della stagione estiva”. E, sempre sul Coviri, presieduto dal già magistrato per il Po, Roberto Passino, Pecoraro ha sottolineato il ruolo centrale del Comitato ”che, oltre a promuovere studi e approfondimenti scientifici si occuperà anche del coordinamento delle attività relative alla costruzione del quadro della criticità, o delle criticità, a livello nazionale, e della definizione di una strategia idonea per affrontare l’emergenza idrica nel nostro Paese”.

Inoltre il ministero, ha riferito ancora Pecoraro, sta lavorando ” a una riscrittura del Codice unico dell’ambiente ”per ridefinire in modo adeguato i distretti idrografici nazionali”. Attraverso il coordinamento delle autorità di bacino è stato avviato anche il lavoro per realizzare l’obbligo di definire il bilancio idrico per ogni bacino, lavoro, ha spiegato il ministro, che anticipa anche alcune norme comunitarie.

Pecoraro ha quindi ricordato che resta valido l’appello lanciato insieme al ministero delle Politiche agricole per una ”valutazione comune del risparmio idrico, soprattutto in agricoltura, dove ancora molte irrigazioni sono a pioggia”.
Resta ancora da risolvere la questione sulla proprietà dell’acqua, rispetto alla quale Pecoraro ha affermato di star lavorando a un’ iniziativa che consenta la sospensione di processi di privatizzazione in atto per una riorganizzazione adeguata del settore.

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