Nuova direttiva Ue sui reati ambientali | Edilone.it

Nuova direttiva Ue sui reati ambientali

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E’ stata adottata ieri 21 maggio a Strasburgo la direttiva del Parlamento Europeo sui reati ambientali. La relazione dell’eurodeputato tedesco Hartmut Nassauer introduce sanzioni per reati ambientali gravi in tutta l’Europa. La direttiva “obbliga gli Stati membri a prevedere nella loro legislazione nazionale sanzioni penali per gravi violazioni del diritto comunitario in materia di protezione dell’ambiente”.

Le fattispecie in questione sono identificabili con le forme di inquinamento grave, provocate da impianti che gestiscono sostanze pericolose, dalla gestione dei rifiuti e delle scorie nucleari. La direttiva colpisce anche il possesso, la cattura, l’uccisione o la distruzione di specie protette di animali e piante e qualsiasi azione che provochi il significativo deterioramento di un habitat all’interno di un sito protetto, particolare aspetto, quest’ultimo, che giunge almeno in coerenza con la celebrazione odierna della Giornata mondiale della biodiversità.

Per quanto riguarda i rifiuti, sono sanzionabili penalmente la raccolta, il trasporto, il recupero e l’eliminazione, comprese la vigilanza dei siti di smaltimento che provochino o possano provocare il decesso o lesioni gravi alle persone o danni rilevanti alla qualità dell’aria, del suolo, delle acque alla fauna e alla flora. Sono altrettanto sanzionabili la produzione, l’importazione, l’esportazione e l’immissione sul mercato o l’uso di sostanze che riducono lo strato di ozono.

Come per ogni direttiva comunitaria, ricade su ogni Stato membro l’obbligo di adottare misure atte a perseguire penalmente i comportamenti configurabili nei reati summenzionati.

Sia dalla Commissione europea, sia dall’Italia, in particolare da Legambiente, sono stati espressi pareri favorevoli sulla nuova disciplina in materia di protezione ambientale.

Tra gli esponenti della Commissione europea, Jacques Barrot, vicepresidente dell’esecutivo europeo, che ha così commentato: “Un significativo contributo per rafforzare la protezione ambientale in Europa. Per i responsabili dell’inquinamento del nostro ambiente, non ci saranno più porti sicuri”. Stavros Dimas, commissario UE all’ambiente ha dichiarato: “Si tratta di un grande risultato. Prevedere reati penali per violazioni gravi delle regole ambientali in Europa dovrebbe rappresentare un più efficace deterrente e migliorare la legislazione europea sull’ambiente a beneficio dei cittadini”.

In Italia, Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, ha dichiarato: “Finalmente l’Unione Europea si dota di uno strumento legislativo in grado di contribuire alla lotta contro i crimini ambientali, con una direttiva che punisce le ecomafie con sanzioni pecuniarie o reclusione” e prosegue “Dietro ogni fenomeno di aggressione criminale all’ambiente, si nasconde un interesse illecito. Questa nuova direttiva deve servire, ora, a completare il processo di riforma della normativa ambientale italiana, iniziato con l’approvazione nel 2001 del delitto di organizzazione di traffico illecito di rifiuti e mai concluso, procedendo una volta per tutte all’inserimento dei delitti ambientali nel codice penale”.

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