MUD 2016: pronti per la scadenza del 30 aprile? | Edilone.it

MUD 2016: pronti per la scadenza del 30 aprile?

Un "memo" per la presentazione alle Camere di Commercio del MUD, l'adempimento per la tracciabilità dei rifiuti in scadenza il 30 aprile 2016

mud 2016
image_pdf

Introdotto dalla legge 70/1994, il  MUD (“Modello unico di dichiarazione ambientale” )  è, come noto, il modello tramite il quale ogni anno devono essere denunciati al Catasto dei rifiuti i dati relativi ai rifiuti prodotti dalle attività economiche, ai rifiuti raccolti dal comune nonché quelli sui rifiuti smaltiti, avviati al recupero, trasportati o intermediati nell’anno precedente la dichiarazione ambientale.

Sono tenuti ad assolvere tale adempimento le imprese e le amministrazioni comprese tra i soggetti obbligati che hanno prodotto e gestito, trasportato, recuperato e smaltito rifiuti nel 2015.

Il MUD 2016  dovrà essere presentato alle Camere di Commercio  entro il 30 aprile 2016.

 

Le “non novità” del MUD 2016

Il D.P.C.M. 21 dicembre 2015, “Approvazione del modello unico di dichiarazione ambientale per l’anno 2016”  ha confermato integralmente – in quanto ad articolazione e contenuti – anche per il 2015 (e comunque fino alla data di piena operatività del SISTRI), il Modello di Comunicazione già allegato al D.P.C.M. 17 dicembre 2014, da predisporre ed inviare entro il 30 aprile 2016.

 

Chi deve presentare il MUD 2016?

I soggetti interessati — immutati rispetto al 2015 — sono individuati con riferimento ad ognuna delle sei comunicazioni in cui si articola il MUD 2016.

1. Comunicazione Rifiuti speciali:

  • chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto di rifiuti;
  • commercianti ed intermediari di rifiuti senza detenzione;
  • imprese ed enti che effettuano operazioni di recupero e smaltimento dei rifiuti;
  • imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi;
  • imprese agricole che producono rifiuti pericolosi con un volume di affari annuo superiore a euro 8.000,00;
  • imprese ed enti produttori che hanno più di dieci dipendenti e sono produttori iniziali di rifiuti non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali, da lavorazioni artigianali e da attività di recupero e smaltimento di rifiuti, fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento dei fumi (così come previsto dall’art. 184, comma 3, lett. c), d) e g)).

2. Comunicazione Veicoli Fuori Uso:

  • soggetti che effettuano le attività di trattamento dei veicoli fuori uso e dei relativi componenti e materiali.

3.Comunicazione Imballaggi:

  • sezione Consorzi: CONAI o altri soggetti di cui all’art. 221, comma 3, lett. a) e c);
  • Sezione Gestori rifiuti di imballaggio: impianti autorizzati a svolgere operazioni di gestione di rifiuti di imballaggio di cui agli Allegati B e C della Parte IV del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152.

4.Comunicazione Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche:

  • soggetti coinvolti nel ciclo di gestione dei Raee rientranti nel campo di applicazione del D.Lgs. n. 151/2005.

5.Comunicazione Rifiuti urbani, assimilati e raccolti in convenzione:

  • soggetti istituzionali responsabili del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani e assimilati.

6.Comunicazione produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche:

  • produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche iscritti al Registro nazionale e sistemi collettivi di Finanziamento.

La presentazione del MUD 2016 dovrà avvenire in modalità telematica, tramite il sito www.mudtelematico.it. Per la trasmissione telematica i soggetti dichiaranti devono essere in possesso di un dispositivo contenente un certificato di firma digitale (Smart Card o Carta nazionale dei servizi o Business Key) valido al momento dell’invio.

Le associazioni di categoria, i professionisti e gli studi di consulenza possono inviare telematicamente i MUD compilati per conto dei propri associati e dei propri clienti apponendo cumulativamente ad ogni invio la propria firma elettronica sulla base di espressa delega scritta dei propri associati e dei clienti (i quali restano responsabili della veridicità dei dati dichiarati) che deve essere mantenuta presso la sede delle medesime associazioni e studi.

 

Potrebbe interessarti: Software per la compilazione del MUD 2016

 

D.P.C.M. 21 dicembre 2015: le informazioni aggiuntive a integrazione del MUD 2016

Come preannunciato dal comma 3 del cit. art. 1 del D.P.C.M. 21 dicembre 2015, per il 2016 sono  richieste alcune informazioni aggiuntive, dettagliate sui siti :
http: //www.sviluppoeconomico.gov.it; http: //www.minambiente.it; http: //www.isprambiente.gov.it;
http: //www.unioncamere.it; http: //www.infocamere.it; http: //www.ecocerved.it.

Tali integrazioni, che riguardano solo i soggetti direttamente interessati, come specificato dal documento pubblicato sui siti web anzidetti derivano:

  1. dalle modifiche introdotte nell’Elenco europeo dei rifiuti con Decisione 2014/955/Ue del 18 dicembre 2014 della Commissione europea, che ha modificato la propria previgente Decisione 2000/532/Ce, aumentando l’elenco da n. 839 voci a n. 842 voci (le tre nuove voci, tutte relative a rifiuti pericolosi, riguardano, in un caso, i “fanghi rossi derivanti dalla produzione di allumina” e negli altri due, il “mercurio metallico” e il “mercurio parzialmente stabilizzato”) e in altri casi modificando designazioni, ferma restandone la codifica già attribuita.
    Ai fini della presentazione del MUD 2016, ci si dovrà perciò attenere all’Elenco europeo modificato.
  2. dalle modifiche introdotte alla classificazione dei rifiuti attraverso il Regolamento (Ue) n. 1357/2014 del 18 dicembre 2014, che, a partire dal 1° giugno 2015 ha sostituito l’All. III alla Direttiva 2008/98/Ce, rendendo non più applicabile l’Allegato I (Caratteristiche di pericolo dei rifiuti) di cui alla parte Quarta del D.Lgs. n. 152/2006, con esigenze di riclassificazione per rifiuti contrassegnati dal c.d. “codice a specchio”.

Ai fini della presentazione del MUD 2016, si chiarisce che andranno riportati i dati così come inseriti nei registri di carico e scarico e nei formulari di identificazione, fermo restando nel caso che il cambio di classificazione abbia interessato rifiuti in deposito presso il produttore al momento in cui fosse entrata in vigore la nuova classificazione, ci si dovrà attenere a una specifica procedura, per la cui comprensione il documento propone un’esemplificazione.

Vengono inoltre forniti chiarimenti concernenti:

  • la compilazione del modulo MG (Gestione del rifiuto);
  • la duplicazione dei quantitativi di rifiuti avviati a operazioni D10;
  • la compilazione della comunicazione “rifiuti urbani assimilati e raccolti in convenzione” da parte dei Comuni;
  • la compilazione della Dichiarazione Imballaggi;
  • la compilazione delle informazioni sui materiali e sulle quantità da riportare nella “Scheda Materiali”.

Ulteriori integrazioni e chiarimenti riguardano, infine:

  • integrazioni al MUD RAEE;
  • integrazioni al MUD VFU,

ed altri aspetti di dettaglio, tra i quali meritano attenzione alcune specificazioni sulla corretta compilazione del MUD da parte delle imprese che svolgono attività riguardanti i rifiuti di costruzione e di demolizione.

 

L’articolo di Alberto Muratori è pubblicato su  Ambiente&Sviluppo n. 4/2016,  nello  “Scadenzario”  relativo ai mesi di aprile-maggio.

 

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
MUD 2016: pronti per la scadenza del 30 aprile? Edilone.it