Ministero dell'Ambiente: piani nazionali strategici per porti, impianti energetici e trasporti | Edilone.it

Ministero dell’Ambiente: piani nazionali strategici per porti, impianti energetici e trasporti

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Salvaguardia dell’ambiente, sviluppo economico ed un loro coerente ed efficiente connubio. Sembrano questi i poli attorno ai quali ruotano le dichiarazioni recentemente rilasciate dal Ministro Pecoraro Scanio in un forum dell’Ansa su alcuni temi chiave in materia di ambiente e tutela del territorio e del mare.

“L’Italia ha bisogno di piani nazionali di valutazione ambientale strategica su porti, rigassificatori, energia e trasporti” – ha affermato il Ministro, aggiungendo che in tal senso – il Dpef, “per la prima volta ha una forte valenza ambientale”.

Non paga quindi la politica dei progetti singolarmente valutati ed adottati, per quanto positivi essi siano. Occorre una visione integrata che tenga conto della grande valenza del nostro paese nei settori dell’agricoltura, dell’industria e dell’artigianato di qualità. L’Italia “non può diventare semplicemente una piattaforma di cemento nel Mediterraneo”, aggiunge il Ministro dell’Ambiente sottolineando l’importanza “di rilanciare la tutela della biodiversità come valore della qualità della vita e valore economico, perché la biodiversità è un valore economico incommensurabile”.

Quanto allo sviluppo, le opere, a detta del Ministro, devono ovviamente esserci, purchè sulla base di piani seri e chiari che devono riguardare l’intera penisola e non le singole realtà territoriali. “E questo – ha detto Pecoraro – nel Dpef c’é”.
Il Ministro ha così sottolineato l’attenzione dedicata dal Dpf alla Valutazione ambientale strategica, che presuppone un’approfondita valutazione per esempio sul piano dei trasporti di questo Paese: bisogna capire cosa serve di più prima di decidere se spostare la merce dalla strada alla ferrovia e/o al mare. Analogamente occorre fare avendo riguardo all’energia: serve un piano serio di valutazione ambientale strategica sull’energia. Se si debbono fare dei rigassificatori, bisogna sapere quanti e dove. Il Ministro ha aggiunto anche la necessità di un grande piano sui porti che rimetta in sicurezza e rafforzi i porti che abbiamo ma senza disseminare di porti il Paese.

Per quanto concerne l’energia, il Dpef pone l’obiettivo di fermare l’aumento della domanda nel nostro Paese. Questo significa – ha sottolineato il ministro dell’ Ambiente – investire fortemente su innovazione ed efficienza. Una delle modalità enunciate è quella di evitare la costruzione di impianti molto spesso inquinanti che creano problemi. Al contrario, si possono sviluppare le migliori tecnologie italiane perché nell’efficienza energetica noi siamo leader. Oltretutto, la produzione di energia con fonti non rinnovabili rischia di aumentare il deficit della nostra bilancia commerciale.

Sul tema specifico dell’energia, Pecoraro Scanio ha annunciato di essersi già messo al lavoro per un disegno di legge sulla promozione delle fonti rinnovabili. L’obiettivo è che nel 2011 il 25% dell’energia italiana possa essere prodotta con fonti alternative. Il ministro assicura che l’impegno preso dal governo sarà mantenuto e svela la sua ambizione: “L’Italia leader mondiale delle tecnologie del solare”. Pecoraro Scanio ha addotto l’esempio dei pannelli fotovoltaici che possono essere prodotti con il silicio e con una buona capacità di resa, così come in fibre vegetali in cui la tecnologia italiana è molto avanti.

Anche i biocarburanti e le agroenergie rientrano in questo auspicato e sinergico connubio. “Possiamo realizzare dall’agricoltura – ha concluso Pecoraro – una buona quantità di energie con la condizione che le realizziamo producendo in Italia i materiali e quindi sostanzialmente non importando truciolato dal Brasile o importando biocarburanti dall’estero altrimenti non diamo nessun contributo alla riduzione della Co2 perchè solo se le piante crescono in Italia contribuiamo a ridurre le emissioni”.
Le riduzioni di emissioni di Co2, che anche il Protocollo di Kyoto ci impone, devono provenire infatti non solo dall’industria ma anche dai trasporti e dalle civili abitazioni. Tutti i Paesi stanno facendo una politica di tagli. Il Ministro ne sostiene la necessità anche per l’Italia (ed il Piano li prevede) salvaguardando ovviamente al contempo i livelli di competitività delle imprese che devono però acquisire dei vantaggi concorrenziali tramite l’innovazione.

Infine, per quanto riguarda il rispetto degli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto, il Ministro ha sottolineato come il recente G8 abbia posto il dovere planetario di giungere al 2050 con un taglio delle emissioni di Co2 del 60-80 per cento, affinchè i cambiamenti climatici in atto, l’aumento del livello dei mari ed altri fenomeni d’attualità proprio in questi giorni, non si traducano in una catastrofe per l’umanità.

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