Legambiente premia Belnomi, la città ideale che non esiste | Edilone.it

Legambiente premia Belnomi, la città ideale che non esiste

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Secondo “Ecosistema Urbano 2008”, lo studio di Legambiente presentato lo scorso 15 ottobre, la città più sostenibile d’Italia si chiama Belnomi. Se esiste una città ideale non si trova certamente in Italia. E’ per rafforzare questo messaggio che l’associazione Legambiente ha coniato tale termine, composto dalle iniziali delle città di Bergamo, Lucca, Novara e Milano. Nella classifica del rapporto, infatti, al primo posto per le zone a traffico limitato troviamo Bergamo, mentre sul piano del verde urbano Lucca appare imbattibile così come Milano lo è sul piano della disponibilità dei mezzi pubblici. Chiude il cerchio Novara, la migliore nella raccolta differenziata.

Cercare la città italiana più sostenibile – uno dei compiti di Ecosistema Urbano 2008, l’annuale ricerca sulla qualità ambientale dei comuni capoluogo di provincia di Legambiente e dell’Istituto di Ricerche Ambiente Italia, realizzato con la collaborazione editoriale de Il Sole 24 Ore – sembra, dunque, davvero difficile.

Le politiche urbane lentamente migliorano ma non abbastanza da invertire la generale tendenza di criticità ambientale: metà dei capoluoghi di provincia italiani presenta livelli d’inquinamento allarmanti, il trasporto pubblico urbano è sottoutilizzato, la raccolta differenziata dei rifiuti solo al nord ha raggiunto standard accettabili.

“Più delle altre, le città italiane sono insostenibili, caotiche, inquinate – commenta Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente – le nostre politiche ambientali urbane spesso non tengono il passo con l’Europa. La grande sfida delle città post-industriali è la gestione della mobilità e dei consumi energetici. Occorre investire sulla qualità ambientale come elemento caratterizzante della riqualificazione urbana, come motore di una migliore qualità della vita, ma anche come attrattore di nuovi investimenti, di giovani, di turisti. Tornare a scommettere sulle nostre città è il vero motore di una crescita intelligente”.

Belluno, che conquista a sorpresa la vetta della graduatoria, superando con buon margine Bergamo e Mantova, rimonta dal tredicesimo posto dell’anno passato, dal quindicesimo di due anni fa, e addirittura dal quarantaduesimo posto nell’edizione 2005 del rapporto.
Il risultato è frutto di buone performance in alcuni dei settori chiave ma soprattutto di una conferma di dati già positivi nel contesto di generale livellamento verso il basso del Paese. Belluno, infatti, vince senza primeggiare in nessuno degli indicatori e collezionando addirittura un paio di pessimi risultati. Buonissime le prestazioni registrate sugli indicatori relativi ai rifiuti. Il risultato migliore è quello della raccolta differenziata che raddoppia da un anno all’altro, passando dal 27% al 55%. La città si piazza invece 61° nella nuova graduatoria relativa all’ozono. Ci sono poi le performance non brillantissime negli indicatori relativi alle politiche energetiche (36° posto) e alle rinnovabili e al teleriscaldamento dove ottiene qualche punto solo nel solare termico (0,13 metri quadrati di pannelli installati su edifici comunali). Ma le ombre più evidenti tra le prestazioni bellunesi sono le due mancate risposte: quella sulla percentuale di perdite della rete idrica (che appanna un po’ il buon livello raggiunto nei consumi idrici) e quella sulla capacità di depurazione. Belluno è infatti l’unico capoluogo a non aver fornito il dato sulla percentuale di reflui depurati.

Dopo Bergamo e Mantova si piazza un trittico che rappresenta, se non proprio una novità assoluta, una sorpresa perché, per la prima volta dopo anni, porta visibilmente tra le prime dieci il centro Italia a dimostrazione ancora del complessivo immobilismo che premia chi riesce a essere meno statico. Quarta si piazza Livorno, quinta Perugia e sesta Siena. Il fanalino di coda è Ragusa che è preceduta nell’ordine da Oristano (100°), Frosinone (101°), Benevento (102°). La coda della graduatoria trova dunque quattro città di quattro differenti regioni del Paese e la novità è che non sono più solo regioni meridionali.

Per la classifica integrale e dettagli sulla notizia, consultare
http://www.legambiente.eu/

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