Lazio, un 'piano straordinario' per l'emergenza casa | Edilone.it

Lazio, un ‘piano straordinario’ per l’emergenza casa

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Pur non potendo parlare di vero e proprio “piano casa”, il programma presentato dalla Regione Lazio mette in campo una serie di strumenti – e fondi – di rilevanza per risolvere il problema dell’emergenza abitativa, particolarmente sentito nel Lazio e soprattutto a Roma.

Un “piano straordinario”, il cui obiettivo è “dare una risposta a tante famiglie che hanno bisogno di una casa”, come ha spiegato il Presidente della Regione, Nicola Zingaretti. Con varie risorse messe in campo per gli interventi, che complessivamente arriveranno a 257 milioni di euro.

Quali sono gli assi principali su cui intende muoversi il governo regionale? Prima di tutto, la rigenerazione urbana sarà sostenuta direttamente partendo dal patrimonio immobiliare pubblico, con il recupero e autorecupero in primis del patrimonio regionale, poi quello di proprietà dello Stato, delle pubbliche amministrazioni. Parallelamente, il Governo regionale acquisirà o recupererà immobili privati sul libero mercato a prezzi calmierati. Infine, verranno effettuati interventi sul patrimonio già esistente nell’ottica della rigenerazione urbana.

Gran parte di questi interventi riguarderà la Capitale, “in considerazione della particolare situazione emergenziale”, con almeno l’80% dei fondi messi a disposizione sui 257 complessivi che saranno destinati all’attuazione del programma a Roma.
Questi fondi sono stati individuati tra le risorse residue del “Fondo globale regioni edilizia sovvenzionata” (ex Gescal), già depositate su conto presso la Cassa depositi e prestiti. E lo stanziamento, promette la Regione, costituisce solo una prima fase di un’ulteriore serie di interventi: l’amministrazione infatti promette di reperire ulteriori risorse con atti successivi.

A partire da adesso la Regione si dà 60 giorni per individuare il patrimonio interessato all’attuazione del piano straordinario per la casa, attraverso confronti con il Comune, le Ipab, le Ater, il Demanio e le altre amministrazioni pubbliche. Sempre entro questi 60 giorni, la Regione effettuerà, insieme alle Ater competenti, una rilevazione analitica di tutte le situazioni di emergenza presenti sul territorio regionale.

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