La Kyoto Forest italiana di Nonantola (Modena) | Edilone.it

La Kyoto Forest italiana di Nonantola (Modena)

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Tra i mezzi a disposizione per rispettare i parametri imposti dal Protocollo di Kyoto entrato in vigore il 16 febbraio 2005 (che impone all’Italia la riduzione delle proprie emissioni, tra il 2008 e il 2012, del 6,5 % rispetto ai valori del 1990) ci sono i boschi piantati a partire dal 1990 – le cosiddette ‘Kyoto forests’ – in grado di incidere positivamento sull’inquinamento atmosferico grazie al meccanismo di assorbimento-rilascio dell’anidride carbonica (CO2).

Una delle ‘Kyoto forest’ italiane è costituita dal bosco della Partecipanza di Nonantola, situato nella Pianura Padana in provincia di Modena. ‘Si tratta’, spiega Osvaldo Facini, della sezione di Bologna dell’Istituto di biometeorlogia (Ibimet) del Cnr, ‘di un rimboschimento attuato nel 1992, in un’area di bonifica destinata a colture agricole intensive come frumento, erba medica e barbabietola e ripristinando un preesistente bosco distrutto nei primi anni del secolo scorso e pertanto di elevato valore ecologico. Le specie principali presenti nel bosco sono, oltre a farnia e frassino che rappresentano oltre il 50 per cento del popolamentoacero, salice, pioppo e magaleppo’.

Dal 2001 fino al 2003 questo bosco è rientrato tra i siti destinati al monitoraggio dell’assorbimento della CO2 afferenti al progetto europeo Carbo-Eurflux associato alla rete mondiale Fluxnet, che raggruppa progetti simili in America (AmericaFlux) e Asia (Asianet). Inoltre, dal 2006 fa parte del progetto italiano Carboitaly che coinvolge oltre 20 stazioni realizzate da Università e Cnr e che, assieme alla rete meteorologica nazionale, lavoreranno per un importantissimo obiettivo: controllare ogni giorno la quantità di anidride carbonica assorbita da agricoltura e foreste nel nostro Paese. ‘I flussi di CO2’, continua Facini, ‘sono misurati con la tecnica dell’Eddy Covariance, che permette di calcolare lo scambio netto dell’ecosistema (Nee), cioè quanto biossido di carbonio viene sottratto dall’atmosfera al netto dei processi respirativi delle piante e degli organismi eterotrofi (batteri del terreno). Dal suo impianto fino a oggi, questo bosco ha fissato circa 4000 t di CO2 che a 8,7 euro a tonnellata (quotazione della CO2 del 21/11/2006) sarebbero 34.800 mila euro. Si suppoene che i valori tenderanno ad aumentare fino a quando il bosco raggiungerà la sua fase di maturità.

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