La filiera del pioppo italiana firma un'intesa macroregionale | Edilone.it

La filiera del pioppo italiana firma un’intesa macroregionale

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Un protocollo di intesa congiunto che coinvolge tutta la filiera e esprime la volontà delle Regioni e del mondo produttivo, compreso quello agricolo, di avviare una strategia di rilancio del pioppo in Italia, nell’ottica della nuova strategia ambientale UE. Grazie alla collaborazione di Assopannelli e Federlegno Arredo, è stato siglato ieri 29 gennaio a Venezia dalle Regioni Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Piemonte, Coldiretti, Confederazione italiana agricoltori, Confagricoltura, Associazione pioppicoltori italiani, Cra-Istituto per la pioppicoltura e Assocarta. Per un Paese che nell’industria della trasformazione del legno in pannelli, mobili e arredamenti ha uno dei suoi punti di forza nel mercato mondiale, la produzione di legno di pioppo assume un’importanza vitale. L’intesa stipulata, pertanto ha l’obiettivo di aumentare le superfici attualmente coltivate e di dare un maggior riconoscimento dei vantaggi economici e ambientali derivanti dalla coltivazione di questa specie arborea.

La pioppicoltura italiana si basa quasi esclusivamente sulla produzione delle regioni del Nord, con la Lombardia principale regione produttrice. Tuttavia, gli ultimi dati indicano chiaramente che il fabbisogno per le diverse produzioni di compensati, pannelli, pasta di cellulosa è doppio rispetto alla produzione. A fronte di una domanda di 2 milioni di metri cubi l’anno, la disponibilità produttiva attuale è di 1 milione di metri cubi; in 10 anni, dal 2000 al 2010, la pioppicoltura si è dimezzata (-53 per cento). All’elemento economico si coniuga un risultato di tutela ambientale che la coltivazione garantisce per le sue caratteristiche fitodepurative e contro il dissesto idrogeologico. Inoltre, la piantagione di pioppo è tra i sistemi agro-forestali più efficaci per l’assorbimento di gas serra. Gianni Fava, assessore lombardo all’Agricoltura, osserva: “Vogliamo tornare a utilizzare le golene come luogo di coltivazione del pioppo, soprattutto per assicurare un più efficiente deflusso idrico in caso di piena dei fiumi”.

Il protocollo firmato punta, inoltre, all’opportunità di riconoscere le aree coltivate a pioppeto quali “Aree di interesse ecologico” (o Ecological focus area) e quindi destinatarie di contributi “ecologici” (Greening). Il momento è adatto: “il nuovo Psr 2014-2020 può offrire un’opportunità imperdibile per un adeguato sostegno al settore”, sottolinea Fava. Il presidente di Assopannelli Paolo Fantoni, dichiara che “sono state coinvolte cinque regioni cruciali, nella direzione di riaffermare un primato culturale e di prodotto con azioni concrete. Pur potendo contare su un patrimonio forestale di circa 11 milioni di ettari (pari al 36,2% dell’intera superficie nazionale) il nostro Paese è in Europa quello con il più basso grado di autosufficienza nell’approvvigionamento di materia prima. Da oltre due anni FederlegnoArredo è impegnata in un progetto altamente qualificante per tutti gli attori della filiera: il marchio “100% Poplar made in Italy”, per prodotti realizzati attraverso le migliori tecnologie da aziende italiane, impiegando esclusivamente legno di pioppo da piantagione. Siamo un’eccellenza a livello mondiale”.

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