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La Classe A non e’ acqua

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Tutto nasce, per fortuna, dal Protocollo di Kyoto che, firmato nel 1997, stabilisce una road map per l’aumento dell’efficienza energetica nei Paesi (160, Italia compresa) che lo hanno firmato; l’Italia non ha raggiunto tali obiettivi (previsti nel 2012), ma la strada è segnata, anche perché, sia al livello di sistema Paese sia a quello dei singoli privati acquirenti di un’abitazione, non è più possibile sostenere gli alti costi di gestione che una costruzione non efficiente dal punto di vista energetico comporta.

D’altra parte non potrebbe essere altrimenti dato che oltre il 40% del consumo di energia totale della Comunità Europea è da imputare a edifici residenziali e terziari.

In Italia, la materia è normata dalla Direttiva con il D.Lgs. 19 agosto 2005 n. 192 “Attuazione della Direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell’edilizia”, modificato e integrato dal D.Lgs. 311/06Disposizioni correttive e integrative al decreto legislativo 19/08/2005 n. 192“.

Si stabiliscono quindi i valori minimi di trasmittanza termica per le strutture opache verticali individuati in base alle sei zone climatiche in cui è stata classificata l’Italia (D.P.R. n. 412 del 26 agosto 1993).

Tutto qui? Certo che no. Incombe la Direttiva 2010/31/UE, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale in giugno, che stabilisce che entro il 31 dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere a “energia quasi zero”, per gli edifici pubblici la dead line viene anticipata al 31 dicembre 2018 (sono previsti una serie di passaggi intermedi che dovranno essere regolati dalle varie normative nazionali).

L’efficienza energetica quindi dovrebbe essere uno dei driver di crescita del settore delle costruzioni nei prossimi anni e è lecito aspettarsi che le abitazioni costruite secondo questi principi saranno quelle che manterranno il loro valore nel tempo.


:: Rendering delle palazzine lato piazza pedonale ::

Secondo questi assunti, e con ben in mente i dettami normativi, si sono certamente mossi gli imprenditori che stanno costruendo un gruppo di sei palazzine ad Albate in provincia di Como, non limitandosi solo a rispettare l’attuale normativa, ma andando ben oltre e proponendosi di raggiungere la Classe energetica A per le nuove abitazioni.

A titolo informativo, una casa in classe A  ha un consumo inferiore a 30 KWh/mq anno che tradotto in Euro significa un consumo annuale tra i 200  e i 330 euro per 100 metri quadri di abitazione. La maggior parte delle costruzioni esistenti si colloca in classe G e le attuali nuove costruzioni che vediamo pubblicizzate come ad “alto risparmio energetico” si collocano in classe D.

I risparmi nella gestione sono davvero notevoli e il valore di tali abitazioni è destinato a mantenersi nel tempo (mentre è lecito aspettarsi, con il progressivo inasprirsi della normativa una perdita di valore degli edifici con Classi Energetiche peggiori).

Architettura e ambiente

Tutte le palazzine di Albate sono strutturate su quattro piani fuori terra, con piano attico, caratterizzati da accorgimenti formali che ne qualificano l’aspetto architettonico: interessanti i balconi con parapetti vetrati alternati a logge, gli ampi terrazzi e una particolare copertura a vela.

L’intervento prevede 900 metri quadri di spazi riservati a funzioni terziarie a cui si aggiungono e superfici residenziali per circa 7400 metri quadri, collocate nella parte centrale/sud del lotto, lontane dal traffico e dal rumore dalla viabilità principale.


:: Le residenze viste dal lato del parco ::

La dimensione e la tipologia dell’intervento contribuirà a riqualificare un quartiere in parte degradato e scollato dal contesto urbano, con l’obiettivo di aumentare il potenziale ecologico e locale, prevedendo la realizzazione di un comparto integrato con il tessuto circostante, sia per quanto concerne le relazioni funzionali che le tipologie edilizie.

Nella parte antistante è prevista la realizzazione di una piazza pubblica di congiunzione tra l’esistente e il nuovo comparto, arricchito a piano terra da attività di tipo commerciali.

Interessanti anche le soluzioni impiantistiche: scelto il teleriscaldamento per la produzione di acqua calda sanitaria e per poter implementare il sistema di riscaldamento a pannelli radianti previsto nei solai di calpestio negli ambienti riscaldati.

L’involucro, il fulcro dell’efficienza energetica

La struttura portante delle palazzine è realizzata con sistema a telaio con elementi portanti in calcestruzzo e tamponamenti in blocchi Perlitech Termico rivestiti con un cappotto esterno in modo da raggiungere i notevoli requisiti che una Classe Energetica A richiede.

I blocchi Perlitech sono realizzati da una miscela di perlite e calcestruzzo la cui esatta composizione (che garantisce prestazioni termiche, acustiche e tagliafuoco davvero notevoli) è stata messa a punto da una joint venture tra M.V.B. e Perlite Italiana, con la collaborazione del CertiMaC, il laboratorio di certificazione, ricerca e sviluppo per soluzioni e prodotti innovativi, fondato da ENEA e CNR.


:: Modularità dei blocchi e le superfici rettificate consentono una costruzione veloce e precisa ::

Un anno di sperimentazioni ha consentito individuare una serie di soluzioni migliorative se confrontate con quelle presenti sul mercato, grazie allo studio e alla successiva certificazione di impasti a base cemento-perlite (sono stati valutati anche le granulometrie degli inerti) a prestazioni incrementate e di blocchi con layout innovativo, finalizzato a massimizzare la sinergia tra prestazioni termiche e meccaniche.

Anche la geometria dei blocchi è stata ripensata: prima di arrivare a quella scelta, sono state testate numerose soluzioni e su ognuna di queste è stata fatta una specifica analisi termica, volta alla ricerca della tipologia perfetta in termini del corretto rapporto tra cavità d’aria e spessori del blocco.

Le tipologie di blocco Perlitech presentate da M.V.B. e Perlite Italiana per il raggiungimento di altissime prestazioni termiche sono due: Perlitech Termico 25  clicca qui per scaricare e Perlitech Termico 30  clicca qui per scaricare, entrambe a geometria delle facce superiore e inferiore rettificata per una velocizzazione della posa e per una riduzione dei quantitativi di malta necessari tra un corso e l’altro (miglioramento ulteriore delle prestazioni termiche).


:: Le soluzioni di blocco consentono di realizzare aperture, porte e finestre senza problemi ::

Il Perlitech Termico 25 garantisce valori di Trasmittanza Termica U pari 0,45 W/metroquadroK, il Perlitech Termico 30 raggiunge invece, grazie allo spessore maggiore, U pari a 0,317 W/metroquadroK.

La gamma Perlitech non fornisce soluzioni solo per la Termica: le linee sviluppate da Perlite e M.V.B. sono infatti quattro: Tagliafuoco (approfondisci su Edilone http://www.edilone.it/resistenza-al-fuoco-la-ricerca-aiuta_news_x_19897.html), Termico, Termoacustico e Portante (anche per zona sismica) e quindi coprono ogni esigenza tipica del cantiere.

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