I fanghi di cemento non sono sottoprodotti ma rifiuti | Edilone.it

I fanghi di cemento non sono sottoprodotti ma rifiuti

wpid-19864_sabbionebetoniera.jpg
image_pdf

La breccia o il sabbione di cemento, cioè i residui derivanti dal lavaggio di betoniera, non possono essere considerati sottoprodotti come stabilito dalla nozione di sottoprodotto dell’art. 184 bis del Codice ambiente (decreto legislativo 152/2006), e perciò devono essere trattati come rifiuti. Ad affermarlo è la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 42338 del 15 ottobre 2013, riportata dall’Ance.

Come hanno messo in luce i giudici, affinché una sostanza possa essere considerata come sottoprodotto è necessario tra l’altro che la stessa “possa essere utilizzata direttamente senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale e che soddisfi, per l’utilizzo specifico, tutti i requisiti pertinenti riguardanti i prodotti e la protezione della salute e dell’ambiente”; e che inoltre “sia originata da un processo di produzione, di cui costituisce parte integrante, e il cui scopo primario non è la sua produzione”.

Nel caso dei residui da lavaggio delle betoniere le due condizioni mancano entrambe, in quanto da un lato, ai fini del loro riutilizzo, sarebbe comunque necessaria l’esecuzione di un trattamento preventivo consistente nella pulitura per eliminare i residui di cemento e dall’altro non si tratterebbe di sostanze originate da un processo produttivo.

 Scarica il testo della sentenza in versione integrale

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
I fanghi di cemento non sono sottoprodotti ma rifiuti Edilone.it