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Green economy come scelta obbligata per affrontare la sfida dei mutamenti climatici

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La Green economy come scelta obbligata per affrontare la sfida dei mutamenti climatici e come strategia efficace per combattere la crisi e rilanciare l’economia a partire dall’innovazione, dalla ricerca, dalla conoscenza. Questo il tema del convegno Green Italy: ambiente, innovazione e qualità per sfidare il futuro” svoltosi a Roma il 17 novembre e organizzato da Farefuturo e Symbola.

L’Italia sembra segnare il passo, sembra aver accumulato un ritardo incolmabile. E’ davvero così o la politica non riesce a leggere adeguatamente quanto si muove nell’economia del Paese? A favorire le sue potenzialità? “L’economia verde – ha dichiarato nel suo intervento Ermete Realacci, presidente della fondazione Symbola – è in grado di generare un milione di posti di lavoro, sia nel campo del risparmio energetico, che nelle fonti di energie rinnovabili, ma anche in tutti quei campi della green economy che incrociano la qualità italiana… La green economy in Italia significa innovazione, ricerca, conoscenza e qualità legate al territorio. Sono esperienze di eccellenza che attraversano tutti i settori: dall’edilizia ai trasporti, dall’agricoltura alla moda, dal design all’alta tecnologia. Settori in cui l’Italia a livello mondiale è un’eccellenza e che rappresentano la chiave della nostra sfida verso il futuro. La strada del futuro è una Italia che fa l’Italia”. Realacci è intervenuto anche sugli strumenti per sostenere le piccole e medie imprese che vogliono intraprendere un percorso “verde” dichiarando che “serve il rispetto delle regole: regole semplici ma rispettate. La qualità si difende anche facendo rispettare appunto le regole”.

“La green economy – ha poi affermato Adolfo Urso, segretario generale della fondazione Farefuturo nel suo intervento – è in grado di creare un’impresa più competitiva, prodotti più appetibili sul mercato internazionale e maggiore occupazione: è dunque un volano per lo sviluppo economico del nostro Paese”. “Ambiente ostacolo all’impresa? – ha proseguito Urso – No, l’ambiente è un’opportunità e l’ecologia non deve essere vista come freno allo sviluppo e alla competizione, semmai come motore. L’Italia ha tutte le caratteristiche per farlo perché può fare del made in Italy cultura e quindi storia, ambiente e quindi territorio, qualità della vita e qualità del prodotto. Nel nostro Paese ci sono molti casi di eccellenza che devono diventare un sistema: la green economy non è un settore di nicchia ma deve diventare asse portante della nuova economia, moderna e competitiva, con distretti industriali”.

Fonte agi

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