Grattacielo della Regione Piemonte, trovato l'accordo con Fuksas | Edilone.it

Grattacielo della Regione Piemonte, trovato l’accordo con Fuksas

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Dopo le accese polemiche dei giorni scorsi, la Regione Piemonte ha annunciato di aver raggiunto l’accordo con Massimiliano Fuksas per ‘l’assistenza artistica’ nella costruzione della nuova sede unica della Regione.

“Siamo molto soddisfatti dell’accordo perché ci consente di poter fare a regola d’arte un’opera importante non solo per la nostra istituzione, ma per l’intera città di Torino”, ha commentato il vicepresidente e assessore al Bilancio e Patrimonio, Gilberto Pichetto Fratin. “Da qui a poco il palazzo caratterizzerà il panorama del capoluogo piemontese e diverrà inevitabilmente un nuovo simbolo del Piemonte. Il nostro obiettivo è renderlo il più bello possibile, oltre che funzionale e innovativo. Ho la massima stima dell’architetto Fuksas e sono certo che sarà una proficua collaborazione nell’interesse della città”.

Il grattacielo progettato inizialmente da Fuksas a due passi dal Lingotto dovrebbe essere, con i suoi 200 metri d’altezza, il più alto d’Italia. In un’intervista rilasciata il 21 luglio all’edizione torinese di Repubblica, tuttavia, Fuksas aveva fortemente contestato la modalità in cui il progetto si stava concretamente realizzando in fase di cantiere, minacciando addirittura la possibilità di disconoscere l’opera: “Hanno fatto varianti strutturali, un’opera pensata in acciaio viene fatta in cemento. Così diventa pesantissima. Immagini: è come innestare sul corpo di un bambino uno scheletro di un uomo di 80 anni. Diventa pesantissima. Ma tutto il progetto è sbilanciato”; ha dichiarato Fuksas a Repubblica. “Se noi abbiamo pensato a un pilastro di 60 centimetri e invece lo fanno di un metro è tutt’altra cosa. Le facciate non sono quelle che abbiamo disegnato, i colori li decidono due funzionari, quando si sa quanto è importante il piano colore in un progetto di quell’ambizione. Un orrore, lo dico senza polemica. Si dovrebbe rivedere tutto”.

La polemica, in particolare, nasce dal mancato accordo con lo studio Fuksas per seguire i lavori. “Sono anche disposto a rinunciare a quello che ancora mi spetterebbe”, aveva precisato l’archistar. “La mia richiesta è una sola: che sia pagato il rimborso spese a quattro persone che dovranno seguire il cantiere nei prossimi tre anni e a sei-sette progettisti: impiantisti, strumentisti, architetti che conoscono il mio progetto e siano in grado di riportare il grattacielo a quello che avrebbe dovuto essere. Non certo il personale dell’impresa”.

Alla proposta di Fuksas, quantificabile intorno al milione e mezzo, la Regione aveva fatto seguito con la cifra indicativa di 500 mila euro, rifiutata dall’architetto. Da qui la minaccia di disconoscere la paternità dell’opera. “Che un progetto non sia realizzato da chi lo ha pensato può accadere solo in Italia. Mai successo altrove”, ha chiosato Fuksas.

Ora, con la delibera dello scorso 2 agosto, la Giunta ha approvato il mandato alla direzione Patrimonio per definire l’accordo con lo studio Fuksas. Nei prossimi giorni verranno definiti tutti gli aspetti procedurali che formalizzeranno l’intesa raggiunta, che riguarda la creazione di una struttura fissa con presenza continuativa presso il cantiere con rimborso spese mensile per lo staff che sarà impegnato nell’opera, per un totale complessivo di circa 240mila euro in sei mesi.

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