Gestione rifiuti: il 30 aprile è giorno di scadenze! | Edilone.it

Gestione rifiuti: il 30 aprile è giorno di scadenze!

ll 30 aprile 2016 scadono i termini per quattro significativi adempimenti legati ai rifiuti

agenda rifiuti 30 aprile
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Il 30 aprile 2016 scadono i termini per quattro significativi adempimenti legati alla tracciabilità del flusso dei rifiuti prodotti e gestiti in Italia e all’attività delle imprese della filiera dei rifiuti: entro questa stessa data, infatti, oltre alla presentazione del MUD 2016 (“Modello unico di dichiarazione ambientale”) e il pagamento del contributo SISTRI, adempimenti già descritti nei giorni scorsi, dovranno essere versati anche il diritto annuale per l’iscrizione all’Albo Gestori Ambientali in base a ciascuna categoria di appartenenza delle singole imprese e i diritti annuali di iscrizione al Registro provinciale dei Recuperatori (cd. RIP) per le imprese che lavorano nel recupero agevolato di rifiuti non pericolosi (ex DM 5 febbraio 1998) e pericolosi compresi (ex DM 12 giugno 2002, n. 161)

Il pagamento del diritto annuale delle imprese per l’iscrizione all’Albo Gestori ambientali
Il pagamento del diritto annuale delle imprese per l’iscrizione all’Albo Gestori ambientali è previsto da parte delle imprese in base a ciascuna categoria di appartenenza (in genere, gli importi aumentano al crescere delle quantità di rifiuti trattati).
Il diritto annuale deve essere versato nell’anno di iscrizione all’Albo Gestori Ambientali e, successivamente, ogni anno entro il 30 aprile.
Il mancato pagamento del diritto annuale comporta la sospensione dell’iscrizione all’Albo, sanzione che permane sino a quando non venga effettuato il relativo versamento (art. 24, comma 7, DM Ambiente n. 120/2014): durante il periodo di sospensione, l’impresa non può svolgere l’attività della categoria sospesa.
Tale sospensione decorre dalla data in cui l’impresa riceve la notifica del provvedimento nella propria casella di posta elettronica e viene pubblicata nell’elenco degli iscritti sul sito dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali.
Le iscrizioni che risultano sospese da più di un anno senza aver regolarizzato i pagamenti vengono cancellate d’ufficio senza ulteriori comunicazioni (art. 20, comma 1, lettera f, decreto ministeriale 120/2014).
Le imprese iscritte in più categorie pagano l’importo totale derivante dalla somma dei singoli importi per ciascuna categoria e relativa classe.
Nel caso di richiesta di cancellazione dall’Albo l’impresa deve comunque pagare il diritto annuale per l’anno in corso.
Il pagamento dei diritti annuali di iscrizione al RIP- Registro provinciale dei Recuperatori
La normativa che disciplina la gestione dei rifiuti – già a partire dal c.d. “decreto Ronchi” (D.Lgs. n. 22/1997) e attualmente in base a quanto disposto dal TUA (D.Lgs. n. 152/2006) – prevede una “semplificazione” (D.Lgs. 152/2006, art. 214, comma 8), per l’esercizio delle operazioni di recupero dei rifiuti consistente nella deroga dall’autorizzazione e dalla necessità della sola comunicazione di inizio di attività alla Provincia: le imprese vengono iscritte in un apposito registro provinciale (RIP, Registro provinciale dei Recuperatori) e possono iniziare a svolgere la loro attività dopo 90 giorni, lasso di tempo che deve consentire la verifica d’ufficio della sussistenza dei presupposti e dei requisiti richiesti dalla legge per beneficiare di questa “procedura semplificata”.
La comunicazione deve essere rinnovata ogni 5 anni e comunque in caso di modifica sostanziale delle operazioni di recupero. Qualora l’impresa necessiti, in base all’attività svolta, di altri titoli abilitativi ambientali, dovrà rendere la comunicazione di inizio attività presentando l’istanza di AUA (Autorizzazione Unica Ambientale prevista dal DPR n. 59/2013). Le condizioni da rispettare sono dettate dagli artt. 214-215 e 216 del D.Lgs. n. 152/2006.
Il pagamento dei diritti annuali di iscrizione al Registro provinciale delle imprese (RIP) che recuperano rifiuti in procedura semplificata, in base agli articoli 214 e 216 del D.Lgs. n. 152/2006 deve avvenire, dunque, entro il 30 aprile di ogni anno.
Sono tenute le imprese che operano nel recupero agevolato, rispettivamente, di rifiuti non pericolosi compresi nel DM 5 febbraio 1998 e pericolosi indicati dal DM 12 giugno 2002, n. 161. Il mancato versamento determina immediatamente l’automatica sospensione dell’iscrizione al Registro. Gli importi da corrispondere variano in base alla quantità di rifiuti recuperata (che a sua volta determina la classe di attività del “recuperatore”).
In concreto, il recupero interessa varie tipologie di materiali – che così possono non essere considerati rifiuto (end of waste) – tra i quali figurano le apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), i rottami metallici, i rottami di vetro, i rottami di rame, nonché determinate tipologie di combustibili solidi secondari (CSS).
L’agenda di tutti gli  adempimenti ambientali del periodo è pubblicata e commentata mensilmente nella rubrica “Scadenzario & Memoranda”, sulla rivista Ambiente & Sviluppo, .

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