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Edilizia e cambiamento climatico

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L’importanza del settore edile per il raggiungimento dei traguardi del Protocollo di Kyoto è stata sottolineata dal rapporto ‘Sustainable Building and Construction Initiative’ del Programma per l’ambiente dell’Onu (Unep), il quale sostiene che la lotta all’innalzamento della temperatura potrebbe raggiungere importanti vantaggi attraverso la riduzione dei consumi e il miglioramento dell’efficacia energetica delle costruzioni.

Nel documento ‘edifici e cambiamento climatico. Stato dei luoghi, impegni ed opportunità’ viene richiamata l’attenzione sull’esistenza di numerose opportunità che permettono a governi, industrie e consumatori di prendere le misure appropriate nel corso del ciclo di vita degli edifici per ridurre gli impatti del riscaldamento climatici. L’Europa, viene indicata come esempio, per sostenere che più di un quinto del consumo di energia, e più di 45 milioni di tonnellate di CO2 l’anno, potrebbero essere evitati entro il 2010 con la messa in opera di norme più ambiziose per le costruzioni esistenti e nuove.

Il rapporto ruota attorno al settore delle costruzioni, le ragioni si evincono dai dati illustrati dal segretario generale aggiunto dell’Onu e direttore dell’Unep, Achim Steiner, il quale ha affermato che ‘…. Secondo alcune stime prudenti, il settore mondiale delle costruzioni potrebbe evitare l’emissione di 1,8 miliardi di tonnellate di CO2. Una politica di efficienza energetica più aggressiva potrebbe evitare le emissioni di più di 2 miliardi di tonnellate di CO2, sono circa tre volte il volume di riduzione previsto dal Protocollo di Kyoto. Il risultato può essere ancora migliore. Diversi paesi come l’Australia, Cuba e l’Unione Europea stanno cercando di bandire le tradizionali lampade ad incandescenza che sono utilizzate da circa un secolo sotto differenti forme. L’Agenzia internazionale dell’energia stima che il passaggio mondiale all’utilizzo di lampade fluorescenti potrebbe evitare l’emissione di 470 milioni di tonnellate di CO2 nel 2010, sono più o meno gli obiettivi di riduzione del Protocollo di Kyoto. Dobbiamo domandarci quali sono le barriere, se ci sono barriere, per realizzare queste trasformazioni positive poco care, e definire le soluzioni per oltrepassarle, se tuttavia esistono’

Le constatazioni su riportate fungono da incoraggiamento per un maggiore utilizzo delle tecnologie esistenti come l’isolamento termico, l’energia solare e apparecchiature elettriche più efficienti. A questo riguardo è da notare come il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici non sia resa possibile solida soluzioni tecnologiche molto avanzate e molto costose. Risultati positivi, pur se di minore entità, possono essere raggiunti tramite l’adozione di semplici soluzioni quali l’orientamento solare, la ventilazione naturale, l’utilizzo di materiali di costruzione riciclabili, l’adozione di dimensioni e forme degli edifici adattate all’utilizzo sostenibile. Quest’ultima, è un’osservazione avanzata da Olivier Luneau, presidente del Sbci e direttore sviluppo sostenibile di Lafarge Bâtiments.

Per l’Unep, le campagne di educazione e di sensibilizzazione sono molto importanti: più dell’80% del consumo energetico finale è dovuto all’utilizzo degli edifici, e meno del 20% alla loro costruzione.

Alle politiche governative in materia di costruzioni, il rapporto lancia l’invito ad incoraggiare le riduzioni di emissioni legate al consumo, mentre sottolinea la necessità che le differenti parti del settore della costruzioni comprendano e sostengano queste politiche affinché diventino operative.

Per i paesi sviluppati la principale sfida consiste nelle riduzione delle emissioni degli edifici esistenti, dal momento che è stato dimostrato come nella vita di un edificio, la maggior parte dell’energia sia consumata durante il suo utilizzo e non per costruirlo. Nei Paesi che stanno affrontando una grande crescita edile – come ad esempio la Cina -, la sfida consiste nel passare direttamente a soluzioni costruttive più efficienti in energia.

Il programma Sustainable Building and Construction Initiative è stato lanciato nel 2006 ed è da notare come da allora, molte delle sue affermazioni siano state ribadite in altre autorevoli sedi.

Per altre informazioni, consultare il sito:
http://www.unep.fr/pc/

Per il testo completo del rapporto, scarica il pdf:
SBCI_2006_InformationNote.pdf

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