Coperture a verde: le tecniche principali di realizzazione e le tipologie | Edilone.it

Coperture a verde: le tecniche principali di realizzazione e le tipologie

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Il sistema di copertura a verde è usualmente composto una serie di elementi costruttivi suddivisi fra primari e secondari. Gli elementi primari sono 8: portante, prima protezione meccanica, tenuta all’acqua e protezione all’azione delle radici, seconda protezione meccanica, drenante e accumulo idrico, filtrante, substrato colturale e strato di vegetazione.

Gli elementi secondari sono in numero variabile e consistono di varie tipologie di strati aggiuntivi: termoisolante, zavorramento, anti-erosione, barriera o schermo al vapore, di pendenza, di regolarizzazione, di imprimitura, di continuità, di equalizzazione o diffusione delle pressioni di vapore, di irrigidimento o distribuzione dei carichi, di separazione o scorrimento, di protezione, con i quali si fa rientrare solitamente il sistema di irrigazione.

Oltre a questi componenti basilari, ci possono essere alcuni elementi accessori, in funzione del tipo di realizzazione, quali quelli di ancoraggio della vegetazione, di trattenimento del substrato colturale, di trattenimento dell’elemento drenante e infine di barriera anti-fuoco.

La combinazione di tutti questi elementi costitutivi dà origine alla varie tipologie di realizzazione a seconda dell’esigenza dei soggetti, pubblici o privati, che ne fruiscono, della conformazione degli edifici e della loro resistenza ai carichi, dell’obbiettivo di mitigazione prefigurato e delle gestione del deflusso idrico sulla copertura, nonché ovviamente della resa estetica della stessa.

Le tipologie si possono pertanto ricondurre a quattro gruppi principali: copertura a verde estensivo, copertura a verde intensivo leggero, copertura a verde intensivo e copertura a verde su piano inclinato.

La copertura a verde estensivo

La prima tipologia risulta essere la più semplice ed anche la più economica, trattandosi di un rivestimento di 10/15 cm di substrato con un carico non superiore ai 60 Kg/mq che risulta applicabile anche ai tetti inclinati. Si tratta di un sistema a basso livello di manutenzione che risulta particolarmente adatto per le zone a clima temperato perché l’alimentazione del verde può anche basarsi solo sulle precipitazioni naturali.

La copertura a verde intensivo

La copertura intensiva leggera è una via intermedia che utilizza una varietà più ampia di vegetazione e necessita pertanto di un substrato colturale un po’ più spesso (fino a 20 cm) con ovvio aumento dei carichi statici (da 120 a 180 kg/mq) e anche necessità di maggiore manutenzione a partire dal fatto che si rende indispensabile l’apporto idrico di un sistema di irrigazione (e.g. impianti a goccia). La copertura a verde intensivo standard permette l’utilizzo di una gamma molto ampia di piante e di vegetazione, senza limiti particolari di scelta e di disposizione. Risulta applicabile soltanto in piano poiché richiede uno strato colturale molto più spesso rispetto alle due tipologie precedenti (fino a 40 cm) e una resistenza ai carichi non inferiore ai 180 Kg/mq che tuttavia può anche raggiungere i 380 kg/mq. Il sistema è chiaramente ad alta manutenzione e ha bisogno di un impianto di alimentazione della vegetazione che può essere a goccia, a pioggia per sub-irrigazione o misto a seconda del tipo di vegetazione scelto.

Le coperture su piano inclinato

L’ultima tipologia è riconducibile alle coperture su piano inclinato nate tempo fa nei paesi nordici e riviste secondo le tecnologie attuali. Si tratta in pratica di tradizionali coperture a falde, ma ottenute grazie all’utilizzo di traversine orizzontali, di origine sintetica, che vengono incastrate alle travi portanti verticali lungo lo spiovente. Un sistema di trattenimento permette di mantenere in posizione il substrato anche su inclinazioni fino a 45°. Chiaramente in questo caso la scelta del tipo di vegetazione risulta abbastanza limitato e riconducibile a quelle delle coperture di tipo estensivo.

Quattro soluzioni di base per differenti combinazioni di verde che, come vedremo successivamente, possono offrire numerose soluzioni archittettoniche, che non appagano soltanto dal punto di visto estetico, ma contribuiscono in maniera decisa alla mitigazione ambientale in ambiente urbano, sia per gli edifici ad uso residenziale che per quelli ad uso civile, senza dimenticare il contributo importante alla riduzione di fabbisogno energetico e all’aumento dell’isolamento termico ed acustico degli edifici stessi.

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