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Consumo di suolo, la nuova legge della Regione Lombardia

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La nuova legge per il contenimento del consumo di suolo della Regione Lombardia, approvata nei giorni scorsi dal Consiglio regionale, stabilisce una riduzione graduale al consumo del suolo, incentivi per la rigenerazione urbana e per il recupero delle aree dismesse, nuovi strumenti per la ridefinizione delle previsioni urbanistiche locali rispetto ai fabbisogni reali. Per non rimettere in discussione i Pgt dei Comuni, il contenimento al consumo di suolo è di fatto rinviato di trenta mesi con l’obiettivo di conseguire, utilizzando il bilancio ecologico del suolo (Bes), la soglia di consumo zero. (LEGGI ANCHE LA LEGGE DELLA REGIONE TOSCANA SUL CONSUMO DI SUOLO)

Il consumo di suolo in Lombardia

Il consumo di suolo è la trasformazione, per la prima volta, di una superficie agricola, per scopi non connessi ad attività agro-silvo-pastorali – esclusa la realizzazione di parchi urbani territoriali – ed è calcolato come rapporto percentuale tra le superfici dei nuovi ambiti di trasformazione che riducono le superfici agricole e la superficie urbanizzata e urbanizzabile. I dati sul consumo di suolo in Lombardia mostrano che dal 1999 al 2007 sono stati urbanizzati 34.163 ettari e sono scomparsi 43.275 ettari di superfici agricole.

La nuova legge rinvia di trenta mesi il vincolo sui progetti edilizi già approvati nei Pgt dei Comuni (1126 di questi sono già stati comunicati e riguardano 414.993.400 metri quadrati edificabili). Dopo i trenta mesi, saranno ammesse solo due deroghe:

a) per l’ampliamento delle attività economiche esistenti;

b) per le opere previste nell’ambito di accordi di programma di valenza regionale

Superfici agricole e bilancio ecologico del suolo (Bes)

Il Bilancio ecologico del suolo (Bes) è la differenza tra la superficie agricola che viene trasformata per la prima volta dagli strumenti di governo del territorio, e la superficie urbanizzata e urbanizzabile che viene contestualmente ridestinata nel medesimo strumento urbanistico a superficie agricola. Se il bilancio ecologico del suolo è pari a zero, il consumo di suolo è pari a zero.

La nuova legge considera “superfici agricole” le aree individuate come tali dal Pgt vigente, mentre i terreni ancora liberi (anche di fatto agricoli) destinati in futuro dal Pgt a una trasformazione urbana sono considerati come suoli “già urbanizzati” e non contabilizzati nel monitoraggio del consumo di suolo; inoltre, nella contabilità del consumo di suolo rientrano anche le infrastrutture sovracomunali ma potranno essere escluse alcune categorie di interventi pubblici o di interesse pubblico. Sui terreni agricoli, scatta da subito il divieto di costruire con nuove varianti, a meno che i Comuni dimostrino un interesse pubblico, utilizzando il Piano Integrato di Intervento. Dopo la “moratoria” di trenta mesi, si potrà costruire solo a condizione che, in cambio, siano ridestinate ad uso agricolo dal Pgt aree in precedenza urbanizzate, in modo da stabilire una soglia di consumo del suolo zero.


Gli incentivi per la rigenerazione urbana

La “rigenerazione urbana” è un insieme coordinato di interventi urbanistico-edilizi e di iniziative sociali che comprendono, anche tramite misure di ristrutturazione urbanistica:

a) la riqualificazione dell’ambiente costruito,

b) la riorganizzazione dell’assetto urbano attraverso la realizzazione di attrezzature e infrastrutture, spazi verdi e servizi,

c) il recupero o il potenziamento di quelli esistenti,

d) il risanamento del costruito mediante la previsione di infrastrutture ecologiche finalizzate all’incremento della biodiversità nell’ambiente urbano.

Secondo la nuova legge, gli interventi di rigenerazione urbana realizzati dai Comuni avranno una priorità nella concessione di finanziamenti regionali e altri incentivi e semplificazioni procedurali da stabilirsi successivamente. I Pgt potranno comunque prevedere nuove aree urbanizzabili se dimostreranno l’impossibilità, tecnica ed economica, di riqualificare aree già edificate (dismesse o degradate). Gli oneri di urbanizzazione avranno un incremento del 5% all’interno dei tessuti urbani e dal 20 al 30% fuori dai centri abitati e saranno ammissibili solo se, precedentemente, saranno state attuate tutte le previsioni di espansione e trasformazione vigenti all’entrata in vigore della legge.

L’autore


Giorgio Tacconi

Nato a Milano nel 1956, laureato in giurisprudenza, svolge come libero professionista attività di comunicazione, informazione e consulenza tecnico-giuridica in tema di sicurezza negli ambienti di lavoro, tutela dell’ambiente e sostenibilità, responsabilità sociale d’impresa. Ha collaborato come autore di testi, siti e banche dati con Cedis, McGrawHill, Eco-comm, De Agostini, Rcs, Conde Nast, LifeGate, Sistemi Editoriali, Giappichelli.

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