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Codice ambientale e sue modifiche

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Le modifiche del Dlgs 152/2006 contenente le Norme in materia Ambientale, sono affidate a due decreti. Vige dallo scorso 25 novembre il decreto legislativo (284 dell’8 novembre 2006) che apporta correzioni al Testo Unico ambientale (Dlgs.152/2006), messe a punto dal Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, con modifiche relative alla proroga della esistenza delle Autorità di bacino; la soppressione dell’Autorità di vigilanza sulle risorse idriche e rifiuti e la contemporanea riaffermazione del Comitato per la vigilanza sull’uso delle risorse idriche e l’Osservatorio nazionale sui rifiuti. Contenuta anche la proroga ad aprile 2007, del termine per l’adeguamento dello statuto del Conai alla regola della libera concorrenza.

Le modifiche riguardanti i veri e propri dettami del Dlgs.152/2006 risiedono nel testo di un altro provvedimento: il Decreto legislativo di modifica del Codice dell’ambiente approvato il 12 ottobre scorso dal Consiglio dei Ministri e sottoposto all’esame delle Camere. Le correzioni riguardano la terza e la quarta parte del Codice, in particolare le norme sugli scarichi idrici, la definizione di rifiuto e la disciplina delle materie prime secondarie, dei sottoprodotti e delle terre e rocce da scavo. Il ministro per lo Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani intervenuto ad un incontro di Confindustria Lombardia, con riguardo ai contenuti del decreto approvato il 12 ottobre dal CdM in prima lettura ed ora all”esame delle Commissioni di Camera e Senato e della Conferenza Stato-Regioni, si è espresso dichiarando la necessità di apportare alcune correzioni, senza specificare i tempi di modifica del testo unico.

Al momento, il decreto legislativo 152/2006, vige e deve essere applicato nelle parti non modificate, e ad eccezione della parte seconda che entrerà in vigore da gennaio prossimo. In particolare per la parte che riguarda tutti i settori ambientali esclusi i rifiuti, il testo vigente è applicabile, poiché l’articolato non rimanda a decreti attuativi successivi.

Resta complesso il quadro normativo per la parte che riguarda i rifiuti e il riutilizzo delle acque, per via dei decreti di modifica e per 18 decreti ministeriali attuativi, già pubblicati in gazzetta ufficiale e quindi vigenti, ma oggetto di sospensione da parte del Ministero dell’Ambiente. Nel comunicato pubblicato in gazzetta ufficiale il 26 giugno 2006, il ministero ambiente ha, infatti, annunciato che i decreti non debbono considerarsi giuridicamente validi perché non sono stati inviati alla Corte dei Conti, prima della loro promulgazione, contravvenendo ad una specifica legge (20/1994). L’unico a rimanere giuridicamente valido è il decreto relativo al cosiddetto Cdr di qualità (CdrQ).

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