Clima: allarme surriscaldamento e vertice ONU del 6 novembre | Edilone.it

Clima: allarme surriscaldamento e vertice ONU del 6 novembre

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Il rapporto commissionato dal governo britannico sugli effetti devastanti del surriscaldamento del clima sull’economia globale suggerisce l’urgenza del dibattito sull’argomento in vista del vertice dell’Onu sul clima di Nairobi, in programma il prossimo 6 novembre. A sostenerlo è l’organizzazione ambientalista Wwf. "Il rapporto di Stern — dice Hans Verolme, direttore del Programma sui mutamenti globali del clima del Wwf — è una sveglia per tutto il mondo".
Tony Blair ha infatti anticipato dalla stampa un rapporto commissionato dal governo britannico sulle ripercussioni economiche dei cambiamenti climatici. Redatto dall’ex dirigente della Banca Mondiale Nicholas Stern, nel dossier si sostiene l’esistenza del reale rischio che il mondo incorra seriamente in un collasso economico peggiore di quello del 1929 (la grande crisi economica che investì gli USA, il cui tracollo finanziario provocò anche gesti inconsulti di suicidio da parte di operatori caduti improvvisamente in rovina). Il rapporto prospetta, nel malaugurato caso, costi talmente ingenti degli interventi richiesti per risanare gli effetti di fattori climatico-ambientale, quali siccità, innalzamento del livello dei mari, uragani e inondazioni, da rischiare un loro ammontare fino al 20% del Pil mondiale nei prossimi decenni. Da qui l’allarme lanciato di dover assolutamente fermare il riscaldamento globale. Diversamente, le conseguenze per il mondo, secondo il premier britannico, saranno "disastrose e irreversibili". Investire oggi nella lotta ai cambiamenti climatici ripagherà tutti in futuro, perché eviterà la catastrofe. Questo il senso del messaggio di Blair, il cui aspetto confortante è l’affermazione sull’esistenza dei mezzi per condurre una tale lotta. Il mondo possiede le conoscenze scientifiche, le risorse e le tecnologie necessarie ad attivare un cambio di percorso, ma occorre la volontà politica, specie di importanti attori della scena politica mondiale quali gli Stati Uniti.

Il dato in merito al rapporto dell’economista britannico Stern, ”rappresenta per l’Italia un ulteriore campanello d’allarme", almeno a detta del Segretario Generale del Wwf Italia, Michele Candotti. ”Noi – ha spiegato Candotti – siamo molto indietro nell’ applicazione delle ancora minime riduzioni di CO2 previste dal protocollo di Kyoto. Abbiamo addirittura aumentato le emissioni di oltre il 13%, invece di ridurle del 6,5%. Siamo quindi del tutto impreparati a far fronte agli scenari futuri, rischiando di soffrire piu’ degli altri dei costi dell’inazione”.

Il Wwf, da parte sua, condivide le indicazioni della ricerca britannica: "occorre accelerare il percorso per il Kyoto Plus, un accordo cioò che porti dopo il 2012 (fine del primo periodo di azione del protocollo di Kyoto) a riduzione ben più significative delle emissioni di anidride carbonica, almeno il 30% entro il 2020 e arrivi al 60%-80% entro il 2050 indicato dagli scienziati".

L’associazione ambientalista invita perciò i 189 governi che parteciperanno al vertice Onu ad avanzare un piano alternativo al Protocollo di Kyoto, in scadenza nel 2012. Entrato in vigore nel 2005, il Protocollo di Kyoto definisce i tetti di emissioni di anidride carbonica che ciascun paese deve raggiungere entro il 2012. Sullo scenario internazionale, il Wwf chiede anche ai governi che parteciperanno al vertice di Nairobi di far sì che i paesi poveri possano ricevere i finanziamenti necessari per raggiungere le loro quote di emissione. Il convegno del 1994 sui cambiamenti climatici stabilisce per i paesi poveri il diritto a ricevere assistenza finanziaria e tecnologica dai paesi più sviluppati per ridurre le loro emissioni e introdurre tecnologie disinquinanti. Finora per questi aiuti sono arrivati col contagocce.

Gli Usa e l’Australia non hanno finora aderito al Protocollo di Kyoto.

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