Città sostenibili: Helsinki la migliore tra 26 dell'UE | Edilone.it

Città sostenibili: Helsinki la migliore tra 26 dell’UE

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E’ Helsinki la metropoli con le migliori performances ambientali tra le 26 analizzate nell’UE nell’indagine di Legambiente sull’ecosistema urbano. La capitale finlandese ha ottime prestazioni in tutti i parametri analizzati: 98 abitanti su cento sono allacciati al teleriscaldamento; un sistema che sfrutta il calore prodotto da impianti industriali o incenerimento dei rifiuti per riscaldare le abitazioni; quasi il 50% di raccolta differenziata, nonostante una buona quota di spazzatura finisca per l’appunto incenerita. E ancora, una presenza capillare delle piste ciclabili (si conta un chilometro di strada riservata alle bici ogni cinque abitanti), l’area urbana piena di verde (134mq per abitante), massima depurazione (100%), lo smog non assente ma nemmeno asfissiante.

La seguono in graduatoria alcune grandi città come Berlino e Barcellona – che pure ottengono un giudizio positivo – e medie città come Goteborg, Dresda o Copenaghen. Gli altri centri urbani europei invece si collocano fra i migliori ma a fatica; non tutti i parametri sono positivi. In generale è comune l’assedio dello smog o la congestione del traffico, la scarsità di verde della qualità urbana, poca raccolta differenziata e tanta spazzatura, non conoscono le isole pedonali o hanno pochissime piste ciclabili. Vienna a Stoccolma sono vicine alla sufficienza piena, mentre Madrid e Parigi, Londra e Bruxelles sono davvero lontane dalla sostenibilità. Per le città italiane, Napoli, Milano e Roma, l’esito del confronto europeo, ahimè, è negativo.

Ma andiamo a vedere l’identikit ambientale delle città europee con più di mezzo milione di abitanti, così come tracciato dalla ricerca Ecosistema Urbano Europa realizzata da Legambiente e dall’Istituto di Ricerche Ambiente Italia, collaborati da Dexia Crediop. Si tratta della prima ricerca di benchmarking ambientale fatta all’interno della Ue (anzi addirittura è la prima a livello mondiale) su un campione di città così elevato e su un ampio spettro di parametri, con dati tutti originali, il cui report è stato presentato il 5 luglio a Roma, nel corso di una conferenza stampa, da Roberto Della Seta (presidente nazionale Legambiente), Mauro Cicchiné (presidente Dexia Crediop), Maria Berrini e Lorenzo Bono (Ambiente Italia).

L’analisi ha preso in esame 26 città della Ue a 25, che hanno collaborato con Legambiente e Ambiente Italia alla redazione del rapporto fornendo le cifre relative ai diversi indicatori esaminati: l’inquinamento atmosferico (con le concentrazioni di biossido di azoto, polveri sottili e ozono), la depurazione delle acque reflue, i consumi idrici, le aree verdi e quelle pedonalizzate, l’uso del trasporto pubblico e la densità delle linee urbane su ferro, la gestione dei rifiuti e quella energetica (con un focus su impianti solari e teleriscaldamento) e, infine, le politiche ambientali dell’amministrazione (dagli acquisti verdi alla progettualità sostenibile). I 20 indicatori considerati hanno consentito a Legambiente di stilare – partendo dai dati analitici di Ambiente Italia – una vera e propria classifica delle eco-performance dei 20 centri urbani con popolazione superiore al mezzo milione di abitanti. Il livello di copertura di questo primo Ecosistema Urbano Europa risulta nel complesso più che soddisfacente. Naturalmente c’è l’intenzione di estendere, già a partire dal prossimo anno, la ricerca ad altre capitali europee – Atene, Amsterdam, Budapest, Lisbona e Varsavia prime fra tutte – oggi assenti per la scarsa disponibilità di informazioni. Almeno la metà delle aree urbane considerate conta più di un milione di abitanti, 5 di queste superano i due milioni.

Tornando alle performances delle città italiane, troviamo Napoli ultima, Milano penultima, Roma quintultima. Oltre a detenere le ultime posizioni in classifica, queste mostrano, in diversi parametri, prestazioni abbastanze negative anche rispetto alla media europea. Hanno cioè grandi divari nei parametri. Ciò succede per lo smog, i rifiuti, il verde urbano e la depurazione. Le nostre metropoli abbondano in smog. Roma e Milano si salvano solo in un paio di parametri: entrambe hanno buoni valori nel trasporto pubblico, Milano ha una discreta raccolta differenziata (29%), Roma ha fatto un davvero ottimo investimento nel solare sugli edifici pubblici. Di queste indicazioni sulle città italiane, vogliamo cogliere soprattutto i segnali che ci fanno ben sperare e, con tutto rispetto per la relazione di Legambiente e di Ambiente Italia, evitare di trarre giudizi assoluti tra i primi e gli ultimi della classe.

Guardando oltre la mera classifica, la lettura dei dati di Ecosistema Urbano Europa offre la possibilità di tracciare un profilo della qualità ambientale in generale delle metropoli dell’Unione.
Gli elementi critici comuni sul territorio europeo sono relativi alla qualità dell’aria. Solo in alcune aree urbane del campione – come Helsinki, Goteborg o Heidelberg – i valori dello smog sono conformi ai limiti di legge. Nei ¾ delle città considerate le polveri sottili sono fuorilegge e c’è almeno un’area del centro urbano dove il biossido di azoto supera i valori massimi consentiti. Minore l’omogeineità negativa per altri parametri: la depurazione delle acque (media europea 92%) copre ormai la quasi totalità degli abitanti dell’Unione, eccezion fatta per Bruxelles e Nicosia. Anche la raccolta differenziata (26% in media) è assai diffusa, ma con differenze notevoli: le città scandinave e del centro Europa hanno tassi di recupero che oscillano tra il 35% e il 60%, le città mediterranee, dell’est e della Gran Bretagna si collocano quasi stabilmente sotto il 20%.
Altro problema dell’Unione è la mobilità. Nella gran parte delle aree urbane il trasporto pubblico serve un numero considerevole di passeggeri (con alcuni picchi, come a Praga), mentre l’estensione di linee veloci di trasporto collettivo (metro, treni urbani e tram) è molto diversificata. Londra, Madrid, Parigi, Berlino e Barcellona si spostano più di tutte su ferro.
Per quanto attiene alla mobilità ciclopedonale, è netto il divario tracciato tra l’Europa del nord, dove ci si sposta in bicicletta per andare al lavoro o a scuola e un’altra parte d’Europa dove si pedala solo per svago. Una buona dotazione pro capite di piste ciclabili la troviamo a Helsinki, Stoccolma e Copenaghen. E sempre al nord troviamo tanto verde urbano e, spesso, una continuità tra aree urbanizzate e boschi circostanti, che da sempre sono considerati alla stregua di veri e propri parchi pubblici, facilmente accessibili dalla popolazione. Gli abitanti di Goteborg, Helsinki e Stoccolma hanno a disposizione almeno 100 metri quadri di aree verdi a testa. Ma anche a Praga ed in città come Bristol con oltre 30 mq/ab, si può disporre verde pubblico in misura tre volte superiore a quella di Parigi e Milano e addirittura dieci volte quella di Riga e Napoli.

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