Città contro le emissioni di CO2: Londra capofila | Edilone.it

Città contro le emissioni di CO2: Londra capofila

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Il comune di Londra ed il governo britannico sembrano decisi ed uniti nel dare l’esempio per la lotta al riscaldamento climatico. Il governo Blair ha messo a punto un ambizioso piano per ridurre del 60% entro il 2050 l’emissione di biossido di carbonio, da sottoporre al Parlamento nei primi mesi del 2008. Il ‘climate bill’ ha l’obiettivo di fare del Regno Unito il primo paese verde del pianeta, mostrando una particolare capacità d’iniziativa rispetto all’accordo raggiunto lo scorso 9 marzo a Bruxelles dai capi di stato e di governo dell’Unione, il cui obiettivo di un taglio del 20% delle emissioni di gas ad effetto serra entro il 2020 è stato considerato una svolta epocale.

Concorde al premier il ministro dell’ambiente David Milleband che ha dichiarato: “Tutti i settori della nostra società dovranno contribuire allo sforzo di trasformare la Gran Bretagna in un’economia a bassa emissione di Co2”. E Gordon Brown, che si appresta a succedere alla guida del governo, ha invitato la gente a “risparmiare sulle emissioni di Co2 come risparmia su ogni singolo penny”. Il Cancelliere ha annunciato che metterà fuori commercio le vecchie lampadine ad incandescenza e progetta sgravi fiscali per le case che si doteranno di un sistema d’isolamento termico, con un obiettivo di dieci milioni di abitazioni di nuova concezione “carbo-neutra” entro il 2016.

Nell’ambito di questo progetto di legge sul ” Climate Change“, che, votato all’inizio del 2008, fissa una serie di piani quinquennali legalmente vincolanti e istituisce un organismo di controllo indipendente che darà consigli e verificherà anno per anno il rispetto degli impegni presi, il sindaco di Londra, Ken Livingstone, aveva già annunciato alla fine del mese di febbraio 2007, un piano dettagliato per ridurre le emissioni di anidride carbonica della città del 60%, rispetto ai valori del 1990, entro 20 anni e fare della capitale britannica la città capofila nella battaglia contro i cambiamenti climatici.

La descrizione del piano è contenuta nel rapporto ” Action Today to Protect Tomorrow – The Mayor’s Climate Change Action Plan“. Qui trova espressione l’intento di produrre entro il 2025 un quarto dell’energia elettrica con impianti di cogenerazione distribuita e non proveniente dalla rete nazionale; una funzione educativa del comune verso le famiglie finalizzato al risparmio e ad assumere comportamenti corretti dal punto di vista ambientale con l’ausilio di veri e propri esperti; l’erogazione di incentivi (fino al 50%) a chi isolerà le proprie abitazioni.

Il sindaco di Londra, Ken Livingstone, è noto per aver preso uno dei provvedimenti più drastici al mondo per limitare la mobilità automobilistica, la congestion charge. Londra non è, però la sola città britannica ad attivarsi per la riduzione dei gas serra, sebbene sia senza dubbio la più importante. Infatti, quasi 200 amministrazioni locali inglesi hanno firmato un impegno, conosciuto come ‘Nottingham Declaration’, per iniziative in questo campo. Nel quartiere di Richmond, infatti, parcheggiare un’auto fuori da certi parametri di emissioni costerà ben tre volte di più rispetto a una vettura rispettosa. La decisione è stata presa dopo una consultazione di quasi 5.000 abitanti del quartiere: il 47% si è detto d’accordo con il provvedimento, il 39% contrario, gli altri si sono astenuti. Il 64% degli intervistati ha però affermato che una misura di questo tipo li spingerà ad acquistare un’auto meno inquinante.

Molte delle misure indicate nel piano della città di Londra richiedono comunque il benestare dei ministeri, ma dal momento che dai rappresentanti del governo britannico provengono dichiarazioni d’intento e programmatiche unanimi, Londra ed il governo britannico potrebbero far sul serio.

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