Cambiamento climatico: i cittadini Ue si schierano per l'impegno | Edilone.it

Cambiamento climatico: i cittadini Ue si schierano per l’impegno

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Ponendo il problema al 2° posto dopo la lotta alla povertà, il 44% dei 30mila intervistati si dice pronto a pagare per invertire la tendenza. Più del 70% dei cittadini europei crede nella lotta al cambiamento climatico e dichiara di contribuire nel quotidiano. Di inefficienza, i cittadini accusano invece l’Unione europea, gli Stati membri, l’industria e l’opinione pubblica. Il dato proviene da una indagine dell’Eurobarometro, dibattuta al Parlamento europeo durante la seduta dell’11 settembre scorso.

Più della metà delle persone intervistate – l’indagine ha coinvolto i cittadini dei 27 Stati membri e dei tre Paesi candidati (Croazia, Turchia e Fyrom, cioè la ex-Macedonia) – hanno dichiarato di aver già adottato una qualche misura di contrasto del fenomeno, attraverso comportamenti virtuosi nel campo dei rifiuti, dell’energia e dell’acqua; il 30%, in compenso, “non ha ancora mosso un dito”.

Di questi dati dovranno tenere conto Consiglio e Parlamento europeo, che entro fine anno dovranno esprimersi sul pacchetto clima-energia proposto dalla Commissione Ce.

L’inchiesta, la prima a concentrarsi esclusivamente sul cambiamento climatico, ha preso in considerazione oltre 30.000 cittadini europei dei 27 Stati membri, dei tre paesi candidati Croazia, Turchia e FYROM e della comunità dei turchi-ciprioti.

Secondo il sondaggio, dopo la povertà i cittadini europei considerano la lotta al cambiamento climatico il problema più urgente da contrastare e risolvere, pur se il 41% non si considera sufficientemente informato al riguardo.

Dal sondaggio si evince come il 61% dei cittadini Ue abbia già adottato qualche misura per contrastare il fenomeno, come fare la raccolta differenziata, ridurre i rifiuti, diminuire il consumo d’acqua o d’energia. Sembra ormai consolidato infatti il pensiero che “un’azione congiunta” possa avere un impatto significativo, oltre alla consapevolezza di quale pianeta lasciare alle nuove generazioni. Ma c’è ancora molto da fare, se è vero che oltre il 30% degli intervistati non ha ancora mosso un dito.

Entro fine anno il Consiglio e il Parlamento europeo dovrebbero trovare l’accordo sul pacchetto contro il cambiamento climatico, un obiettivo “da non diluire”, come chiesto esplicitamente da Dimas, che ricorda come l’Unione europea stia svolgendo un ruolo centrale anche nei negoziati internazionali”.

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