Bari, oggi la terza fase dell'abbattimento di Punta Perotti | Edilone.it

Bari, oggi la terza fase dell’abbattimento di Punta Perotti

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MILANO – E’ attesa stamani l’ultima fase dell’abbattimento dell’ecomostro di Punta Perotti, sul lungomare di Bari, dopo le implosioni di ieri e del 2 aprile scorso, che hanno fatto crollare già buona parte del complesso immobiliare giudicato abusivo.
L’implosione di ieri ha sgretolato l’ultima torre rimasta dell’edificio e i due terzi dei palazzi più vicini al mare. In tutto 70.000 metri cubi di macerie sbriciolati con 350 kg di esplosivo.
Per oggi è attesa la terza e ultima implosione, mentre l’ultimo edificio, il palazzo Quistelli, l’unico costruito parallelo al mare, sarà sgretolato con gli escavatori nell’arco di un mese e non da una detonazione, perché troppo vicino alle ferrovia.
Un eventuale abbattimento con il tritolo, secondo la General Smontaggi di Novara che sta eseguendo i lavori, potrebbe infatti arrecare danni ai binari ferroviari della tratta Bari-Lecce.
Punta Perotti era formato da tre torri alte 13 piani: il complesso edilizio-residenziale (300mila metri cubi) costruito a partire dal 1995 è stato realizzato nell’ambito di due piani di lottizzazione che prevedevano la realizzazione di 290 mila metri cubi complessivi.
La struttura è stata edificata a una distanza inferiore di 300 metri dal mare e posizionato in parte come una sorta di “saracinesca”, in modo da impedire la vista del lungomare a sud di Bari.
Collassa così, dopo 9 anni di battaglie giudiziarie, l’ecomostro. Il ping pong in tribunale si è concluso con l’assoluzione dei costruttori, il gruppo Matarrese, nel 1999, ma Punta Perotti è stata giudicata abusiva e confiscata.
Il complesso edilizio è stato costruito nel 1995 quando il Comune di Bari rilasciò all’impresa Matarrese le concessioni edilizie. Due anni dopo, il gip di Bari ordinò il sequestro dei suoli e dei palazzi costruiti.
Sempre nel ’97, la Corte di Cassazione annullò il decreto di sequestro, ma le imprese costruttrici non ripresero i lavori in attesa della fine del processo che, con rito abbreviato, si concluse nel 1999 con l’assoluzione dei costruttori ma con la confisca del complesso.
Nel 2001, la Cassazione conferma la decisione del giudice del tribunale di Bari.
Alla fine del mese scorso l’impresa Matarrese ha avviato tre ricorsi d’urgenza al tribunale di Bari per scongiurare l’abbattimento, ma tutti sono stati respinti e ritenuti inammissibili.

Fonte: Reuters

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