Appello da Parigi per il clima: verso la nuova Uneo | Edilone.it

Appello da Parigi per il clima: verso la nuova Uneo

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A conclusione della Conferenza internazionale sulla “governance” dell’ecologia a livello mondiale a Parigi, viene emesso un appello, già denominato “di Parigi” in cui si dichiara l’urgenza di creare una nuova Organizzazione delle Nazioni Unite per l’ambiente (Uneo) per fronteggiare le minacce provocate dai cambiamenti climatici. Siglato da 46 paesi, tra cui l’Italia, (ma non figurano tuttavia Stati Uniti, Cina, Russia e India, i quattro principali responsabili delle emissioni di gas serra) vi si conclude che l’attuale Programma ambientale dell’Onu (Unep), creato nel 1972 con sede a Nairobi, in Kenya, ha poteri troppo limitati.

La nuova Uneo dovrebbe invece essere un’organizzazione autonoma e universale modellata sull’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms/Eho) e “valutare i danni ecologici, promuovere nuove tecnologie e comportamenti più rispettosi degli ecosistemi, sostenere l’esecuzione delle decisioni ambientali e finanziare la ricerca.

Ad ospitare la prima riunione del gruppo pioniere degli “amici dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’ambiente” che raggruppa già più di 40 paesi, sarà il Marocco. Così indica il documento che sollecita anche l’adozione di una “Dichiarazione universale dei diritti e dei doveri ambientali” per garantire “un nuovo diritto dell’uomo: il diritto a un ambiente sano e preservato”.

L’appello giunge all’indomani della pubblicazione dell’allarmante sintesi del IV rapporto scientifico della Commissione intergovernativa sui cambiamenti climatici (Ipcc) presso la sede dell’Organizzazione dell’Onu per l’educazione, la scienza e la cultura (Unesco) a Parigi.

“Ci impegniamo a mettere al centro delle nostre decisioni e delle nostre scelte, in ogni settore, la preoccupazione per l’ambiente” si legge nel cosiddetto “Appello di Parigi per l’azione” letto dal presidente francese Jacques Chirac dopo due giorni di colloqui tra 200 delegati, tra cui ministri, scienziati, dirigenti d’impresa.

‘Dobbiamo comprendere che abbiamo raggiunto un punto di non ritorno e che abbiamo causato danni irreparabili’ prosegue il documento, auspicando ‘una massiccia azione internazionale per affrontare la crisi ambientale’.

Il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio al rientro in Italia dalla conferenza mondiale sulla governance ambientale a Parigi ha dichiarato: ”La politica italiana deve uscire dal suo provincialismo ed occuparsi delle vere priorita. E’ necessaria una grande alleanza per affrontare i cambiamenti climatici in atto, perche’ l’Italia, con i suoi 8.000 chilometri di coste, è uno dei Paesi più a rischio”. ”Tutte le forze politiche – prosegue Pecoraro – devono prendere coscienza della priorità dei cambiamenti climatici e della necessità di ridefinire le politiche ambientali, energetiche e dei trasporti. Gli studi resi noti negli ultimi mesi sono chiari e a lanciare l’allarme non sono solo i Verdi e gli ambientalisti, ma l’Onu, l’Unione Europea ed i principali governi del mondo. Sarebbe grave non prenderne atto ed agire per tempo”.

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