Anche le Dolomiti nel prestigioso Patrimonio dell'Umanità Unesco | Edilone.it

Anche le Dolomiti nel prestigioso Patrimonio dell'Umanità Unesco

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Successo con voto unanime dei 21 membri del Comitato Unesco a riconoscimento della bellezza e dell’unicità del paesaggio e della geomorfologia delle Dolomiti, dal 26 giugno inserite nel Patrimonio mondiale naturale dell’Unesco. L’aspetto sublime e la composizione delle rocce, se sono infatti i due criteri con cui le Dolomiti sono state promosse, restano innanzitutto una consapevolezza della gente che le vive e degli stessi amministratori, che insieme hanno voluto portarle alla ribalta. I nove gruppi dolomitici inseriti nella Lista del World Heritage sorgono sulle province di Trento e di Bolzano, che sono Province autonome di una Regione autonoma, sulle Province di Udine e Pordenone, che sono Province a statuto ordinario in una Regione – il Friuli-Venezia Giulia – a statuto speciale, e sulla Provincia di Belluno, che è a statuto ordinario come la Regione in cui si trova, il Veneto. Nelle Dolomiti, nate da atolli, scogliere e barriere coralline emergenti da lagune di 250 milioni di anni fa, vivevano miriadi di organismi che col passare dei millenni si sono sedimentati sui fondali e successivamente proiettati verso l’alto dal corrugamento della crosta terrestre.

Con le Dolomiti sono otto i siti divenuti patrimonio dell’umanità durante la sessione di Siviglia del Comitato Unesco. Due figurano nell’elenco dei beni naturali della World Heritage List: con le Montagne Pallide dell’Italia l’altra novità è la zona umida costiera Waddenzee, tra Olanda e le regioni tedesche della Bassa Sassonia e Schleswig-Holstein. Vi vivono mammiferi marini e vi si riproducono 12 milioni di uccelli l’anno. Per la prima volta, inoltre, entrano nella lista Unesco beni di Kirghizistan, Burkina Faso e Capoverde.

La 33/a sessione del Comitato Patrimonio mondiale ha invece sancito l’esclusione dalla lista ufficiale della città di Dresda. È la seconda cancellazione decretata dopo quella 2007 di un bene nell’Oman. Nella lista nera invece sono stati inseriti il parco naturale Los Kiatos in Colombia e la barriera corallina nel Belize. Tolta ogni riserva, invece, per la città di Baku, nell’Arzebajian.

Per quanto riguarda i beni culturali, i 6 neo ammessi sono tutti extraeuropei. Il monte sacro Sulamain (Kirghizistan) domina la Valle di Fergana e la città di Osh, crocevia nell’Asia centrale delle strade di seta. Per più di 1.500 anni é stato il riferimento per viaggiatori e commercianti. Presenta antichi luoghi di culto, anche in grotta, ed è oggi il più completo esempio di montagna sacra in tutta l’Asia centrale. Il centro storico della città di Ribeira Grande (Capoverde), divenuta Velha nel 1700, è invece stato il primo avamposto coloniale europeo nei tropici. Posta nel sud dell’isola di Santiago, la città custodisce notevoli gioielli architettonici. Le millenarie rovine di Loropeni (Burkina Faso) sorgono su oltre un ettaro di superficie con imponenti mura di pietra e dieci fortezze a Lobi. Testimoniano la potenza della rete sahariana dei trasporti per il commercio dell’oro. Si trovano in prossimità dei confini della Costa d’Avorio, Ghana e Togo. Il Monte Wutai (Cina) è una montagna sacra buddista, con 53 monasteri costruiti tra il primo e il 20/o secolo. Tra questi il Tempio Fuang, la più alta costruzione in legno superstite della dinastia Tang, con sculture in grandezza naturale di argilla. Il Tempio Shuxiang, dinastia Ming, è abbellito da 500 statue. In Corea la tutela riguarda le Tombe Reali Tombe della dinastia Joseon. Sono 40 reperti disseminati su 18 sedi e costruiti in cinque secoli, dal 1408 al 1966. L’iscrizione completa i due precedenti interventi a Gyeongju, sempre in Corea, e il complesso di tombe Koguryo, nella Corea del Nord.
L’ultimo sito entrato nella lista Unesco è lo storico sistema idraulico Shushtar, in Iran, che si può far risalire a Dario il Grande. Ancora oggi fornisce acqua alla città di Shushtar grazie ad una serie di gallerie. Consente la pratica dell’agricoltura e dell’allevamento nella pianura situata a sud della città, su una superficie di 40.000 ettari. I
Il Comitato Unesco ha poi votato l’allargamento del parco marino Tubbataha Reef (33.200 ettari), nelle Filippine. È un esempio unico di atollo con una barriera corallina ad alta densità di specie marine. Vi nidificano uccelli e tartarughe marine. La sua barriera corallina incontaminata è alta cento metri e protegge due ampie lagune e isole coralline.

di Lucia Russo

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