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Ambiente: nuove direttive Ue per emissioni CO2

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La Commissione europea ha varato ieri il pacchetto “Azione per il clima: energia per un mondo che cambia“: un contributo importante per ridurre le emissioni di CO2 del 20% entro il 2020. Le direttive presentate impegnano concretamente l’UE per uno sviluppo sostenibile, contro il cambiamento climatico. Questo importante pacchetto fa seguito a quello sull’energia adottato dalla Commissione europea a gennaio 2007 e approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio a marzo 2007. In quell’occasione si invitava la Commissione europea a presentare proposte concrete, in particolare riguardo agli sforzi che avrebbero dovuto fare gli Stati membri per raggiungere gli obiettivi fissati.

Il suddetto pacchetto costituisce la risposta della Commissione sotto forma di direttive che dispongono:
1° – un nuovo sistema di compravendita di quote di emissione che prevede un tetto europeo, non nazionale, per i settori a grandi impianti; l’obiettivo è una riduzione del 21% delle emissioni di gas serra, entro il 2020;
2° – nuovi obiettivi nazionali per i settori non soggetti al sistema di scambio di quote e cioè per i trasporti, l’edilizia e così via; la riduzione fissata è del 10% dei gas serra e le quote vengono ripartite per Paese in base al Pil;
3° – lo sviluppo delle tecnologie per la cattura e lo stoccaggio del carbonio. E’ questo un settore interessante anche per le aziende, visto che il carbonio confinato sarà sottratto dalle quote di CO2 emesse;
4° – raggiungimento del 20% di energia rinnovabile e il 10% di biocombustibili, entro il 2020. Questa direttiva mira a standardizzare le garanzie che attestano l’origine rinnovabile dell’energia e consente il trasferimento delle garanzie tra gli Stati membri, in seguito però al raggiungimento degli obiettivi. Ogni Stato ha il compito di informare e formare i cittadini sui vantaggi delle energie rinnovabili. I biocarburanti dovranno rispettare i criteri di sostenibilità ed essere prodotti in territori che non ledono alla biodiversità. Non sarà permesso l’utilizzo di carburanti prodotti in Malaysia a seguito di distruzioni di foreste. Infine i biocarburanti dovranno assicurare un risparmio di CO2 pari al 35%.
5° – nuovi orientamenti per gli aiuti di Stato nel settore della protezione ambientale e un aggiornamento sull’attuazione del Piano d’azione per l’efficienza energetica.

“Ricordiamo che l’Europa – sottolinea un rappresentante della Direzione generale ambiente che ha preparato il pacchetto – è l’unica che attualmente si è impegnata concretamente nella riduzione dei gas serra. A Bali, a dicembre 2007, si è parlato, ma un accordo internazionale non è ancora stato raggiunto”. Nella conferenza stampa il Presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, ha dichiarato: “Sono felice che oggi la Commissione europea abbia preso delle decisioni storiche a favore dei cittadini che avvertono quotidianamente gli effetti del cambiamento climatico. Questo pacchetto vuole aiutare l’economia europea nella transizione verso un’economia senza carbonio. Gli Stati membri da soli non possono affrontare sfide mondiali e noi europei cerchiamo di dare un appoggio concreto”.

La Commissione europea prevede che i costi diretti si manterranno al di sotto dello 0,5% del Pil, evidenziando così la differenza tra i costi minimi di oggi e quelli più elevati di interventi futuri che si traduce in guadagno per l’UE.

L’Italia, in materia di emissioni di CO2, sta accumulando un debito di oltre 5 milioni di euro al giorno (5,4 milioni di euro) per lo sforamento del tetto di CO2 rispetto all’obiettivo previsto dal Protocollo di Kyoto. Per la precisione, dal 1° gennaio 2008 il debito è di 63 € ogni secondo e al 23 di gennaio sono stati superati i 120 milioni di euro che diventeranno quasi 2 miliardi di euro a fine 2008. La crescita del debito si può visualizzare in tempo reale sull’home page del sito del Kyoto Club, organizzazione non profit costituita da imprese, enti, associazioni e amministrazioni locali che svolge un’attività di osservatorio e sensibilizzazione riguardo agli obiettivi del Protocollo di Kyoto e che rende noto il suddetto dato.

Si tratta di un costo derivante dal divario di oltre 90 milioni di tonnellate di CO2 che ci separa dagli obiettivi di Kyoto, con un livello di emissioni del 12% superiore rispetto al 1990. Va ricordato che nel periodo di adempimento 2008-2012, la quantità di emissioni assegnate all’Italia è pari a 483 Mt CO2 eq. (-6,5% rispetto al 1990).

Poiché ogni ulteriore ritardo comporterà costi crescenti sarà fondamentale che le istituzioni mettano al centro delle politiche del paese la questione climatica, con conseguenti scelte oculate su efficienza energetica, utilizzo delle fonti rinnovabili e trasporti.

Rivolgendosi ai Responsabili energia e ambiente degli Enti locali, Kyoto Club ha organizzato il convegno del prossimo 7 febbraio 2008per discutere dei suddetti argomenti. Il Convegno ‘Le Regioni e gli Enti locali verso Kyoto’ si terrà presso la Sala della Protomoteca del Campidoglio a Roma

PROGRAMMA
(ore 9,30-13,30)
Saluto del Sindaco di Roma, Walter Veltroni e
dell’Assessore all’Ambiente, Dario Esposito
Introduzione: Ermete Realacci, Vice Presidente Kyoto Club e Presidente Commissione Ambiente Camera dei Deputati
Coordina: Giuseppe Gamba, Responsabile Gruppo di Lavoro ‘Enti locali’ Kyoto Club
Intervengono:
– Pierluigi Bersani, Ministro per lo Sviluppo Economico
– Alfonso Pecoraro Scanio, Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio
– Roberto Formigoni, Presidente Regione Lombardia
– Piero Marrazzo, Presidente Regione Lazio
– Marco Amagliani, Assessore Ambiente Regione Marche
– Lamberto Bottini, Assessore Ambiente Regione Umbria (*)
– Andrea Cozzolino, Assessore Attività Produttive Regione Campania
– Luigi Minach, Direttore Agenzia per l’Ambiente Provincia di Bolzano
– Leonardo Domenici, Presidente Anci (*)
– Angelo Paladino, Assessore Ambiente Provincia di Salerno, in rappresentanza dell’Upi
Contributi di:
– Nicolò Dubini, Vice Presidente Kyoto Club
– Gianni Silvestrini, Direttore scientifico Kyoto Club

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