ACI: non solo i divieti alla mobilità per combattere l'inquinamento | Edilone.it

ACI: non solo i divieti alla mobilità per combattere l’inquinamento

wpid-ACI.jpg
image_pdf

I blocchi del traffico? Non servono a niente. La colpa dell’inquinamento delle nostre città? Non è delle fabbriche né delle automobili, ma degli impianti di riscaldamento. Le vetture con motore ecologico? Utili, ma vanno acquistate soltanto in presenza di sconti sul prezzo.

Sono poche ma forti affermazioni espresse dall’Aci nel corso della 64esima edizione della Conferenza del Traffico (2-4 ottobre) conclusa a Riva del Garda con una tavola rotonda sul tema “Mobilità urbana: come andare oltre la politica dei divieti?”

La Conferenza del Traffico e della Circolazione rappresenta uno dei principali appuntamenti per quanti in Italia operano nel settore dei trasporti e costituisce la principale manifestazione che ACI promuove sui temi della mobilità. All’atto conclusivo hanno preso parte, oltre al presidente dell’ACI, Enrico Gelpi, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, Ennio Cascetta (Conferenza delle Regioni), Mario Valducci (commissione Trasporti della Camera).

Le affermazioni espresse dall’Aci, Automobile Club d’Italia, nella persona del suo presidente Enrico Gelpi, si dicono fondate su un sondaggio condotto dall’Automobile Club d’Italia su Internet, nei suoi oltre 1.600 punti di assistenza sul territorio e tra i convegnisti della 64a Conferenza del Traffico e della Circolazione di Riva del Garda.

Secondo l’Aci, i blocchi del traffico sarebbero provvedimenti “demagogici” che poco aiutano la salute pubblica: “Gli automobilisti – ha detto il presidente dell’Aci – chiedono interventi seri, strutturali e permanenti. Nonostante i blocchi, le domeniche a piedi, le limitazioni alla circolazione, eco-pass e altre ingegnose trovate, l’aria che si vorrebbe rendere più pulita continua a restare sporca”. Il 70% degli intervistati li considera inutili e costosi per l’ambiente. Dovrebbero essere sostituiti con altri provvedimenti.

L’invito che l’Aci rivolge ai Comuni è di andare oltre la politica dei divieti ed intraprendere un nuovo percorso con interventi integrati e sistemici. Serve una legge-quadro che stabilisca l’obbligo della Valutazione di Impatto sulla Mobilità per ogni intervento di edilizia residenziale e commerciale.

La legge dovrebbe fissare criteri uniformi nazionali in base ai quali i Comuni possano predisporre provvedimenti di limitazione della circolazione, stabilire le tipologie di veicoli e le loro dotazioni tecnologiche (filtri antiparticolato, motori Euro5, ecc.), i criteri delle politiche tariffarie per l’accesso ai centri urbani, individuare alternative di trasporto al mezzo privato, definire una segnaletica uniforme e studi metodologie per il monitoraggio e la comunicazione pubblica dei risultati.

Ciò che per l’Aci occorre fare, è ridurre le emissioni dei veri responsabili dell’inquinamento: centrali elettriche (che producono il 25% della CO2), riscaldamenti domestici (23%) e industrie (19%, contro il 5,5% delle auto); investire nel Trasporto Pubblico locale, per renderlo competitivo rispetto al mezzo privato; giungere a un’adeguata gestione della sosta sia in termini tariffari e sia di maggiore disponibilità di posti e modificare – alternandoli – gli orari di scuole, uffici, servizi pubblici e negozi, in modo da evitare che tutti siano costretti a muoversi nelle stesse ore.

Sugli ingressi a pagamento nelle aree urbane, i cosiddetti provvedimenti di “congestion charge”, il presidente dell’Aci, guardando ad alcune esperienze europee, è possibilista, “a condizione gli automobilisti si vedano restituire i soldi pagati con l’adeguamento delle infrastrutture e il miglioramento della viabilità.

Per altre informazioni, consultare il sito www.aci.it

Copyright © - Riproduzione riservata
ACI: non solo i divieti alla mobilità per combattere l’inquinamento Edilone.it