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14 i reattori insicuri in Europa

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Anche se non è stata presa alcuna decisione formale dal Consiglio straordinario dei 27 ministri dell’Energia riunitosi il 21 marzo, i risultati della discussione sono stati trasmessi al Consiglio europeo che riunirà i Capi di Stato e di Governo giovedì 24 e venerdì 25 marzo. Dall’incontro è emerso un largo consenso espresso dai Ministri riguardo la necessità di effettuare gli stress test sulle centrali nucleari europee.

A gennaio 2011, l’European Nuclear Society, che comprende 23 paesi produttori di energia nucleare tra Ue e Russia, contava 195 impianti in funzione e 19 in costruzione. In cima alla classifica la Francia (58), seguita da Russia (32) e Regno Unito (19).

Dagli ultimi conti fatti in tutto ora ci sono 143 centrali in funzione nell’Ue: Belgio (7 centrali), Bulgaria (2), Repubblica Ceca (6), Finlandia (4), Francia (58), Germania (17), Ungheria (4), Olanda (1), Romania (2), Slovacchia (4), Slovenia (1), Spagna (8), Svezia (10) e Regno Unito (19). Italia e Polonia hanno in programma di costruire centrali nucleari. La Francia produce il 76,29% della sua energia dal nucleare; la Lituania il 71,12%; la Slovacchia il 57,67%; la Germania il 23,3%, il Regno Unito il 13,48%, la Spagna il 18,8%. Non hanno il nucleare, oltre all’Italia, Austria, Cipro, Danimarca, Estonia, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lussemburgo, Malta, Polonia e Portogallo.

In generale in Europa esistono 5 gruppi diversi di reattori, e ognuno presenta tipi di rischio particolari. Il primo gruppo (VVER 440) è presente in 12 centrali sparse tra Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria, ed è contraddistinto da scarse difese nei confronti degli agenti esterni. Poi ci sono i reattori CANDU (2 funzionanti e 2 in progettazione in Romania), a tecnologia canadese e molto pericolosi in caso di arresto improvviso, tanto che nel Regno Unito sono vietati. Poi ci sono i Gass Cooled Reactors (GCR), di vecchia generazione e presenti in misura massiccia proprio in Gran Bretagna. Non possono essere convertiti e in Francia appartengono ormai al passato. Quelli del quarto gruppo usano la stessa tecnologia dei 7 chiusi in Germania nei giorni scorsi, vecchi di oltre 30 anni e presenti ancora in Spagna e Francia. Infine c’è il reattore Tamelin, esemplare unico in Repubblica Ceca contro che Greenpeace ha a lungo battagliato per una serie di “difetti tecnici letali in caso d’incidente”. Sono almeno 6 le centrali, per un totale di 14 reattori, che secondo Greenpeace hanno uno standard di sicurezza inadeguato.

I testi proposti da Bruxelles dovrebbero essere effettuati tutti entro la fine del 2011. I criteri degli stress test verranno definiti dalla Commissione europea e dagli Stati membri, e l’industria del settore sarà consultata. Indicativamente, questi criteri dovrebbero rientrare in due categorie, una delle quali applicabile a tutte le centrali, e un’altra legata a situazioni specifiche come il rischio di terremoti o inondazioni. Questi criteri vanno dai due rischi citati, alle specifiche tecniche dei sistemi di raffreddamento, all’età della centrale, al tipo di reattore, agli attacchi informatici o terroristici, fino agli incidenti aerei.Il Commissario Oettinger ha anche annunciato che la revisione della direttiva del 2009 sull’energia, attualmente in vigore, si effettuerà nel 2012, invece del 2014 come programmato in precedenza. Nuove misure saranno inserite in questo processo di revisione. La prima direttiva europea sulla sicurezza nucleare risale al 2003 (COM 2003/32) ed è stata successivamente rivista fino al testo attualmente in vigore del 2009 (Council Directive 2009/71/EURATOM).

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