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All’erta per l’edilizia scolastica da Legambiente

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Più del 50% delle scuole italiane è esposto a rischi. Nel patrimonio immobiliare scolastico, il 54% degli edifici è stato costruito prima del 1974, oltre un terzo ha urgente bisogno di interventi di manutenzione straordinaria, il 66% è privo di certificato di prevenzione incendi ed il 38% non possiede quello di agibilità statica. Il quadro sinteticamente riassunto dai suddetti dati è quello emerso dal rapporto annuale di Legambiente sull’edilizia e i servizi scolastici, presentato lo scorso 22 marzo a Roma dal presidente dell’associazione ambientalista, Roberto Della Seta, alla presenza del ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni.
Il rapporto, dal titolo ‘Ecosistema Scuola 2007‘, traccia quindi per l’edilizia e i servizi scolastici, una situazione da attenzionare con urgenza.

Nella classifica delle province, bene Milano e Roma tra le grandi città. E’ però Prato (per il 2° anno consecutivo) la città italiana con le scuole migliori dal punto di vista della sicurezza degli immobili e della qualità dei servizi offerti agli studenti: buon livello di raccolta differenziata dei rifiuti e della cura e manutenzione degli immobili, la maggior parte delle scuole ha certificati di agibilità statica ed è a norma dal punto di vista igienico-sanitario e degli impianti elettrici. Rilevante è l’impegno sul fronte del risparmio energetico con alcuni casi d’installazione di pannelli solari e recupero d’acqua piovana per l’impianto.

La classifica dei 103 capoluoghi di provincia, registra ai primi posti Asti, Parma, Bergamo, Biella, Forlì, Livorno, Macerata e Siena; preponderanti i Comuni del nord e del centro, anche se, tra i Comuni del sud, si piazza bene Vibo Valentia (quindicesima) e nella prima metà della classifica trovano posto anche Cosenza e Caltanissetta, rispettivamente al trentunesimo e quarantunesimo posto.

Tra le grandi città, Milano – che lo scorso anno non aveva inviato i dati – conquista l’undicesimo posto, seguita da Roma al sedicesimo e da Torino al trentaseiesimo. Palermo è solo settantaduesima, mentre Piacenza consegna al centro-nord l’ultimo posto. Napoli, Venezia e Bologna non hanno inviato alcun dato.

Alla situazione così descritta da Legambiente nel rapporto “Ecosistema Scuola 2007”, sull’edilizia e sui servizi scolastici nel nostro paese, si aggiunge il fatto che negli ultimi anni non sono stati registrati significativi cambiamenti in merito all’esposizione delle scuole a fonti di inquinamento, sia provocate dalla situazione ambientale, che interne, come l’amianto.

Un segnale di attenzione è giunto al settore con lo stanziamento in finanziaria di 250 milioni di euro per il prossimo triennio per adeguare gli edifici scolastici con l’uso del fotovoltaico come fonte di energia alternativa anche per le scuole. Oggi la percentuale di scuole che utilizza energia da fonti rinnovabili è ferma al 4%, con la pregevole eccezione dei comuni dell’Emilia Romagna, Modena (35%) e Forlì (25%).

Dal punto di vista sanitario, esistono ancora scuole con costruzioni in amianto, anche se la situazione è migliorata rispetto all’inizio degli anni novanta. L’indagine rileva però un pericoloso calo di attenzione al problema, almeno per quanto riguarda le scuole dell’obbligo. Non esiste invece alcuna normativa per misurare la presenza di radon, gas radioattivo cancerogeno per l’uomo. Circa il 10% degli edifici si trova a meno di un chilometro da aree industriali o da antenne radiotelevisive, il 6% da elettrodotti ad alta tensione.

Sul piano del risparmio, oltre il 46% utilizza fonti d’illuminazione a basso consumo, in particolare a Milano, Palermo e Verona. Inoltre migliora da nord a sud la raccolta differenziata dei rifiuti, non più solo carta (il 61% delle scuole), plastica (41%), alluminio (27%) e vetro (37%), ma sempre più spesso anche pile (41%), toner (29%) e scarti organici (38%).

Il rapporto di Legambiente, oltre a sottolineare una situazione di estrema criticità per buona parte delle scuole italiane, propone anche sette possibili azioni per trasformare le strutture in realtà davvero sostenibili: risparmio di risorse e quindi la raccolta differenziata dei rifiuti, l’uso di materiali riciclati per le attività scolastiche, i riduttori di flusso ai rubinetti e scarico differenziato nei wc, oltre al recupero delle acque piovane. Si pone l’attenzione anche all’uso di materiali: isolanti termici e acustici e l’esclusione dei prodotti per l’edilizia contenenti sostanze nocive. Infine sono considerate sicurezza, salubrità e qualità degli edifici e organizzazione di reti di scuole per realizzare al meglio le azioni necessarie, coinvolgimento di studenti e famiglie per diffondere comportamenti virtuosi dentro e fuori dalla scuola.

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