Ad Einsiedeln un centro studi internazionale firmato Mario Botta | Edilone.it

Ad Einsiedeln un centro studi internazionale firmato Mario Botta

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Inaugurata nei giorni scorsi la Biblioteca Werner Oechslin, ad Einsiedeln, in Svizzera su progetto dell’architetto Mario Botta. Il nuovo edificio accoglie una delle biblioteche più straordinarie e più belle nell’ambito della storia dell’architettura ma si appresta a divenire un centro di studi internazionale, con gli oltre 50mila volumi dal 1500 ai nostri giorni, provenienti dalla collezione privata di Werner Oechslin. Direttore per oltre 20 anni dell’Istituto di storia e teoria dell’architettura presso il Politecnico federale di Zurigo, Oechslin ha collezionato nel corso di tutta la sua vita libri antichi, opere prime, edizioni rare, incunaboli, testi fondamentali di architettura ma anche di storia dell’arte, di filosofia, di matematica, di algebra, d’ingegneria, di astronomia, di tutte le materie insomma che hanno a che fare con l’architettura. Da almeno 20 anni egli inseguiva il sogno di dare una dimora adeguata a questa sua preziosa e straordinaria collezione, nell’intento di renderla accessibile anche a chi fa ricerca.

Il progetto della biblioteca è nato ed è stato realizzato in stretta collaborazione con Mario Botta, il quale ha prestato, per così dire la sua arte per sorreggere quella straordinaria raccolta che per Werner Oechslin è il lavoro di una vita intera, suo autentico autore.
La costruzione della biblioteca non è stata facile. Si è dovuto far fronte a resistenze locali, alla ricerca di finanziamenti e anche il progetto è frutto di molti compromessi, tra l’idea sobria e funzionale dell’architetto e la passione del committente.

La struttura progettata da Botta si trova nelle vicinanze dell’abbazia benedettina, lungo il sentiero che da secoli collega Einsiedeln con un altro luogo di pellegrinaggio: la lontana Santiago de Compostela. Arrivandovi dal borgo, il nuovo edificio che ospita la biblioteca sembra emergere dalla collina come la prua di una nave. Su un taglio verticale si apre l’ingresso al quale si giunge salendo una scalinata che conferisce grande dinamicità al complesso. La scalinata prosegue dentro l’edificio in una galleria coperta. Questa si prolunga sul retro del fabbricato e ha la funzione di indicare la continuazione ideale di un cammino.
La costruzione, seppur di dimensioni modeste, non è priva di monumentalità e nelle sue forme geometriche è facilmente identificabile il linguaggio architettonico tipico degli edifici di Mario Botta.

Per quanto riguarda gli interni, la sala di lettura, posta nella parte alta dell’edificio è stata realizzata sempre su disegno dell’architetto ticinese con una grande parete curva che si oppone alla spinta del terreno della collina che appunto ha al suo fianco. In questa sala, dove migliaia di volumi saturano le pareti, una luce leggera filtra dal soffitto ed illumina le travi mettendo in risalto le diciture e gli aforismi voluti da Oechslin a richiamo della cultura che il luogo dovrebbe ricordare ai visitatori.
Nel sottosuolo la biblioteca scava il terreno per ospitare quelle che Oechslin chiama “le camere della meraviglia”: un mondo disseminato di libri ma pieno anche di elementi figurativi e simbolici, citazioni di autori antichi, busti di grandi pensatori, iscrizioni e copie di steli antiche e apparizioni numerologiche di sapore quasi esoterico. Sottoterra si apre un mondo assai diverso dove trova sfogo la passione del committente, non a caso un esperto del barocco.

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