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COMMISSIONE DI VIGILANZA SUI FONDI PENSIONE - DELIBERAZIONE 16 marzo 2012 - Disposizioni sul processo di attuazione della politica di investimento. (12A03507) - (GU n. 75 del 29-3-2012 )

  COMMISSIONE DI VIGILANZA SUI FONDI PENSIONE 

DELIBERAZIONE 16 marzo 2012 

Disposizioni  sul  processo   di   attuazione   della   politica   di
investimento. (12A03507) 

 
 
 
                     LA COMMISSIONE DI VIGILANZA 
                         SUI FONDI PENSIONE 
 
  Visto l'art. 19, comma 2 del decreto legislativo 5  dicembre  2005,
n. 252  (di  seguito:  decreto  n.  252/2005)  che  attribuisce,  tra
l'altro, alla COVIP il potere di verificare  le  linee  di  indirizzo
della gestione e di esercitare il controllo sulla  gestione  tecnica,
finanziaria, patrimoniale delle stesse anche mediante l'emanazione di
istruzioni di carattere generale; 
  Visto l'art. 6 comma 5-ter del decreto n. 252/2005 che prevede  che
le forme pensionistiche complementari definiscono gli obiettivi  e  i
criteri della propria politica di investimento, anche in  riferimento
ai singoli comparti e provvedono periodicamente, almeno  con  cadenza
triennale,  alla  verifica  della  rispondenza  degli   stessi   agli
interessi degli iscritti; 
  Visto  l'art.6,  comma  5-quater,  del  decreto  n.  252/2005   che
attribuisce alla COVIP il potere di definire le modalita' con cui  le
forme pensionistiche danno informativa agli iscritti delle scelte  di
investimento e predispongono un apposito documento sugli obiettivi  e
sui criteri della propria politica di investimento, illustrando anche
i metodi e  le  tecniche  di  gestione  del  relativo  rischio  e  la
ripartizione strategica delle attivita' in relazione  alla  natura  e
alla durata delle prestazioni pensionistiche dovute; 
  Visto sempre l'art. 6, comma  5-quater,  del  decreto  n.  252/2005
nella parte in cui stabilisce che  il  documento  sulla  politica  di
investimento e' riesaminato almeno  ogni  tre  anni  ed  e'  messo  a
disposizione  degli  aderenti   e   dei   beneficiari   della   forma
pensionistica o dei loro rappresentanti che lo richiedano; 
  Visto l'art. 19, comma 2, lettera a) del decreto  n.  252/2005  che
attribuisce alla COVIP il potere di definire le  condizioni  che,  al
fine  di  garantire  il  rispetto  dei   principi   di   trasparenza,
comparabilita' e portabilita', le forme pensionistiche  complementari
devono  soddisfare  per  poter  essere  ricondotte   nell'ambito   di
applicazione del medesimo decreto ed essere iscritte all'Albo; 
  Visto l'art. 15-quinquies del decreto n. 252/2005 in base al  quale
la COVIP puo' individuare, con proprio regolamento,  le  disposizioni
del medesimo decreto e della normativa  secondaria  che  non  trovano
applicazione nei riguardi  dei  fondi  pensione  con  meno  di  cento
aderenti; 
  Tenuto conto delle indicazioni scaturite a esito della procedura di
consultazione posta in essere dalla COVIP a  partire  dal  22  luglio
2011; 
 
                         Adotta le seguenti 
disposizioni  sul  processo   di   attuazione   della   politica   di
                            investimento: 
 
                               Art. 1 
 
 
                       Ambito di applicazione 
 
  1.  Le  presenti  Disposizioni  si  applicano  a  tutte  le   forme
pensionistiche complementari iscritte all'Albo tenuto dalla COVIP  ai
sensi dell'art. 19, comma 1, del decreto n.  252/2005  che  hanno  un
numero di aderenti  (da  intendersi  quali  iscritti  attivi,  ovvero
iscritti attivi e pensionati per le forme che erogano direttamente le
rendite) non inferiore a 100. Ai  fini  del  calcolo  della  predetta
soglia si prende a riferimento, in sede  di  prima  applicazione,  la
situazione in essere al 31 dicembre 2011 e, per gli anni  successivi,
quella riferita al 31 dicembre dell'anno  precedente.  Sono,  invece,
esclusi i fondi pensione preesistenti interni  costituiti  come  mera
posta contabile nel passivo del bilancio di societa' o enti. 
  2. Le forme di cui  al  comma  1  danno  attuazione  alle  presenti
Disposizioni in maniera proporzionata alla dimensione della forma, al
modello  gestionale  adottato  e  al  grado  di  complessita'   della
gestione. Le presenti Disposizioni si applicano anche  alle  societa'
che gestiscono le forme di cui agli articoli 12 e 13 del  decreto  n.
252/2005,  ovvero  all'interno  delle  quali  sono  costituiti  fondi
pensione;  dette  societa'   tengono   conto,   quanto   ai   profili
organizzativi   inerenti   le   funzioni   e   l'attribuzione   delle
responsabilita' interne, delle rispettive normative di settore. 

        
      
                               Art. 2 
 
 
              Documento sulla politica di investimento 
 
  1. L'organo di  amministrazione  di  ciascuna  forma  pensionistica
delibera un documento sulla politica  di  investimento  (di  seguito:
documento). 
  2. Il documento ha lo scopo di definire  la  strategia  finanziaria
che la forma pensionistica intende attuare per ottenere, dall'impiego
delle risorse affidate,  combinazioni  rischio-rendimento  efficienti
nell'arco  temporale  coerente  con  i  bisogni  previdenziali  degli
aderenti. 
  3. Il documento individua: 
    a) gli obiettivi da realizzare nella gestione finanziaria; 
    b) i criteri da seguire nella sua attuazione; 
    c) i compiti e le  responsabilita'  dei  soggetti  coinvolti  nel
processo; 
    d)  il  sistema  di  controllo  e   valutazione   dei   risultati
conseguiti. 
  4. Il documento va sottoposto a revisione  periodica,  almeno  ogni
tre anni. I fattori considerati ai fini dell'eventuale modifica della
politica di investimento sono riportati in apposita deliberazione. 
  5. In un'apposita sezione del documento sono annotate le  modifiche
apportate  nell'ultimo  triennio,  una  sintetica  descrizione  delle
stesse e le date in cui sono state effettuate. 
  6. Il documento deve essere trasmesso, in sede di prima definizione
e, in seguito, in occasione di ogni sua modificazione: 
    a) agli organi  di  controllo  della  forma  pensionistica  e  al
responsabile della stessa; 
    b) ai soggetti incaricati della gestione finanziaria e alla banca
depositaria; 
    c) alla COVIP entro venti giorni dalla sua formalizzazione. 
  7.  Il   documento   non   costituisce   parte   integrante   della
documentazione  contrattuale  da  consegnare  all'aderente   all'atto
dell'adesione e nel corso del rapporto di partecipazione. Esso andra'
comunque reso disponibile a richiesta degli aderenti, dei beneficiari
e dei loro rappresentanti. 
  8. Le informazioni riportate nella Nota informativa dovranno essere
coerenti con le indicazioni sulla politica di investimento  riportate
nel documento. 
  9. Gli eventuali contratti che la forma pensionistica stipula con i
soggetti esterni (gestori finanziari, advisor, banca depositaria) per
attuare  la   strategia   finanziaria   deliberata   dall'organo   di
amministrazione devono essere coerenti con le  indicazioni  contenute
nel documento. 

        
      
                               Art. 3 
 
 
              Obiettivi della politica di investimento 
 
  1. Il documento indica gli obiettivi  che  la  forma  pensionistica
mira a realizzare con riferimento sia all'attivita' complessiva sia a
quella dei singoli comparti. 
  2. L'obiettivo finale della politica di investimento e'  quello  di
perseguire   combinazioni   rischio-rendimento   efficienti   in   un
determinato arco temporale, coerente con quello delle prestazioni  da
erogare; esse devono consentire di massimizzare le risorse  destinate
alle prestazioni esponendo gli  aderenti  a  un  livello  di  rischio
ritenuto accettabile. 
  3.  Per  il  raggiungimento   dell'obiettivo   finale,   la   forma
pensionistica definisce il numero di comparti che ritiene utile porre
in  essere,  le   combinazioni   rischio-rendimento   degli   stessi,
l'eventuale  presenza  di  meccanismi  life-cycle   e   il   relativo
funzionamento.  A  tale  fine  vanno   attentamente   analizzate   le
caratteristiche socio-demografiche della popolazione di riferimento e
i suoi-bisogni previdenziali. 
  4. Per ciascun comparto deve essere esplicitato il rendimento medio
annuo atteso e la sua  variabilita'  nell'orizzonte  temporale  della
gestione. Quest'ultimo deve essere espresso in  numero  di  anni.  Il
rendimento deve  essere  espresso  in  termini  reali.  Nel  caso  di
comparti  con  orizzonte  temporale  prefissato  (es.  target  date),
l'obiettivo  finanziario  va  periodicamente  rivisto   in   funzione
dell'arco di tempo residuo. Va inoltre indicata la probabilita'  che,
anche    in    base    all'esperienza    passata,    il    rendimento
dell'investimento, nell'orizzonte temporale della  gestione,  risulti
inferiore a un determinato limite. 

        
      
                               Art. 4 
 
 
        Criteri di attuazione della politica di investimento 
 
  1. Per il  raggiungimento  dell'obiettivo  finanziario  di  ciascun
comparto, il documento deve in ogni caso individuare con chiarezza: 
    a)  la  ripartizione  strategica  delle  attivita',   ovvero   la
percentuale  del  patrimonio  da  investire  nelle  varie  classi  di
strumenti (specificando le aree geografiche, i settori di  attivita',
le valute di riferimento, nonche' i margini entro i quali  contenerne
gli eventuali scostamenti ). 
  La composizione azioni/obbligazioni e la durata  media  finanziaria
(duration) della quota obbligazionaria  devono  essere  coerenti  con
l'orizzonte temporale della gestione. In tale ambito sono esplicitati
gli aspetti etici, sociali  e  ambientali  cui  si  intende  dedicare
attenzione nella gestione delle  risorse.  In  caso  di  adozione  di
strategie a benchmark, devono essere inoltre riportati gli indicatori
di  mercato  prescelti  per  rappresentare  le  suddette  classi   di
attivita'  e  il  loro  peso  sul  patrimonio  del  comparto;  questi
indicatori devono essere  comprensivi  di  dividendi  e  cedole;  per
ciascuno di essi andra' specificata la valuta  di  denominazione.  In
caso di strategie non a benchmark, vanno indicati gli  indirizzi  che
si intende seguire per assicurare l'obiettivo stabilito. In  caso  di
adozione di comparti con orizzonte temporale predefinito (es.  target
date) al  posto  dell'indicazione  dei  pesi  fissi  dovranno  essere
riportate le regole attinenti  al  loro  adeguamento  all'avvicinarsi
della data di scadenza del comparto; 
    b) gli strumenti finanziari nei quali si intende  investire  e  i
rischi connessi. 
  Il documento riporta le valutazioni effettuate circa l'opportunita'
dell'impiego di strumenti cosiddetti alternativi, derivati e  OICR  e
le analisi compiute per  individuare  i  rapporti  rischio-rendimento
associati a tali investimenti (sia considerati  isolatamente  che  in
relazione  all'interazione  con  le  altre  tipologie  di   strumenti
finanziari presenti nel portafoglio). Il documento  da'  conto  delle
cautele adottate in caso  di  investimenti  in  strumenti  cosiddetti
alternativi, in derivati e in OICR non armonizzati.  La  peculiarita'
di questi strumenti (ad es.  scarsa  liquidabilita',  difficolta'  di
valutazione,  limitata  trasparenza  anche   con   riferimento   alle
possibili  ipotesi  di  conflitti  di   interesse,   elevati   rischi
operativi)  richiede  una  piu'  rigorosa  attivita'  di  analisi   e
verifica.  Il  documento  deve  evidenziare  che  l'investimento   in
strumenti alternativi e in OICR puo' essere effettuato qualora  siano
chiaramente esplicitati il livello di accesso da  parte  della  forma
pensionistica alle informazioni sulle strategie poste in  essere  dal
gestore, la struttura dei costi dello strumento, i periodi di  uscita
dall'investimento (lock up period). La forma pensionistica deve poter
disporre  dei   flussi   informativi   occorrenti   per   un'adeguata
valutazione  dell'investimento  effettuato  e  per   predisporre   le
segnalazioni periodiche da inviare alla COVIP.  Per  un  contenimento
ancora piu' rigoroso dei  rischi  assunti  potranno  essere  indicati
limiti: 
      1) quantitativi (minimi e  massimi)  per  i  singoli  strumenti
finanziari; 
      2)  qualitativi  (affidabilita'  degli   emittenti/controparti,
nazionalita' degli emittenti, mercati di negoziazione degli strumenti
finanziari, ecc.) per ogni (o per le principali) classe di  attivita'
individuata; 
    c) la modalita' di gestione diretta o indiretta  che  si  intende
adottare e lo stile. 
  La  forma  diretta  o  indiretta  di  gestione  e'   stabilita   in
conformita' con la normativa in vigore.  La  scelta  dello  stile  di
gestione (attivo, passivo o loro combinazione) va effettuata avendo a
riferimento il rapporto costi-benefici, il quale  dipende  in  misura
determinante  dall'efficienza  dei   mercati.   Va   in   particolare
individuata la porzione di patrimonio  da  gestire  in  modo  attivo,
motivando adeguatamente le ragioni che inducono a ritenere  possibile
la realizzazione di extra rendimenti. 
  Per una compiuta valutazione dello stile di  gestione  da  adottare
dovranno essere indicati almeno: 
      1) il livello massimo o  l'obiettivo  di  rotazione  annua  del
patrimonio (turnover); 
      2) in caso di adozione di strategie  a  benchmark,  il  livello
massimo di variabilita' annua delle differenze di rendimento  tra  il
portafoglio  gestito  e  quello  benchmark  (ad  es.  tracking  error
volatility). I valori per il calcolo di detto indicatore da  inserire
nella convenzione di gestione debbono  essere  rilevati  con  cadenza
tale  da  evitare  un'eccessiva  rotazione  del   patrimonio   dovuta
unicamente alla necessita' di  un  continuo  ribilanciamento  tra  le
varie attivita'; 
      3) in caso di adozione di strategie non a benchmark, indicatori
di rischio assoluto coerenti con l'obiettivo stabilito; 
    d)  le  caratteristiche  dei  mandati   (per   le   gestioni   in
convenzione) relativamente: 
      1) al numero minimo e massimo dei mandati in cui articolare  la
gestione; 
      2) a eventuali requisiti che i gestori devono avere in aggiunta
a quelli stabiliti dalla legge; 
      3) alla durata, da definire tenuto  conto  dell'arco  temporale
del  comparto  di  investimento  e  della  necessita'  di  consentire
un'efficace valutazione dell'operato dei gestori; 
      4) alla natura e alla tipologia  dei  mandati  che  si  intende
affidare  (specialistici/generalisti;  attivi/passivi,   mandati   di
gestione del rischio); 
      5) alla struttura del regime  commissionale  (commissioni  base
e/o di incentivo); 
    e) i criteri per l'esercizio dei diritti  di  voto  spettanti  al
fondo. Il documento riporta gli indirizzi da seguire  per  assicurare
una partecipazione attiva alla conduzione delle societa' emittenti  i
titoli detenuti. 

        
      
                               Art. 5 
 
 
Compiti e responsabilita' dei  soggetti  coinvolti  nel  processo  di
                            investimento 
 
  1. Nel documento devono essere chiaramente definiti i compiti e  le
responsabilita' dei soggetti coinvolti nelle varie fasi del  processo
di investimento. 
  2. Con riferimento ai fondi pensione negoziali e  preesistenti  con
soggettivita' giuridica, le principali funzioni dei diversi  soggetti
coinvolti nel processo di investimento sono cosi' ripartite: 
    a) l'organo di amministrazione della forma pensionistica: 
      1) definisce e adotta la politica  di  investimento  idonea  al
raggiungimento degli obiettivi strategici e ne verifica il  rispetto;
a tal fine esamina i rapporti sulla gestione finanziaria e valuta  le
proposte formulate dalla funzione finanza, nonche' le raccomandazioni
dei comitati finanziari e dell'advisor (ove presenti),  adottando  le
relative determinazioni; 
      2) delibera l'affidamento e la revoca dei mandati  di  gestione
ovvero, in caso di gestione diretta, individua i soggetti  incaricati
della gestione; 
      3)  revisiona  periodicamente  e  modifica  se  necessario   la
politica di investimento; 
      4) esercita il controllo sull'attivita' svolta  dalla  funzione
finanza, assumendo le relative determinazioni; 
      5) approva le procedure interne  di  controllo  della  gestione
finanziaria, tenendo conto delle proposte  formulate  dalla  funzione
finanza; 
      6) definisce la strategia in materia di esercizio  dei  diritti
di voto spettanti al fondo; 
    b) i comitati finanziari composti dai consiglieri (ove previsti): 
      1)   formulano   le    raccomandazioni    per    l'organo    di
amministrazione; 
      2) valutano le proposte  formulate  dalla  funzione  finanza  e
dall'advisor (ove presente) e attuano le eventuali decisioni  a  essi
assegnate riferendone all'organo di amministrazione; 
      3) verificano periodicamente la politica di investimento e,  se
ritenuto necessario,  propongono  all'organo  di  amministrazione  le
modifiche da apportare; 
    c) la funzione finanza: 
      1)   contribuisce   all'impostazione    della    politica    di
investimento; 
      2) svolge l'attivita' istruttoria per la selezione dei  gestori
finanziari e sottopone all'organo di amministrazione le  proposte  di
affidamento e di revoca dei mandati; 
      3) verifica la  gestione  finanziaria  esaminando  i  risultati
conseguiti nel corso del tempo. Al  riguardo  produce  una  relazione
periodica da indirizzare agli organi di amministrazione  e  controllo
circa la situazione  di  ogni  singolo  comparto,  corredata  da  una
valutazione del grado di rischio assunto in  rapporto  al  rendimento
realizzato. In caso  di  significativi  cambiamenti  nei  livelli  di
rendimento-rischio derivanti dall'attivita'  di  investimento  o,  in
prospettiva, di possibili superamenti delle soglie  di  rischiosita',
predispone una relazione a carattere  straordinario,  da  indirizzare
agli organi di amministrazione e controllo; 
      4) controlla l'attuazione delle strategie  e  valuta  l'operato
dei soggetti incaricati della gestione. In tale  ambito  produce  una
documentazione  completa  dei  controlli  svolti  sull'attivita'   di
investimento, di facile lettura, destinata a essere conservata  negli
archivi  della  forma  pensionistica  per  dieci  anni,  in  modo  da
consentire la ricostruzione degli eventi  che  hanno  determinato  le
situazioni reddituali passate. Particolare attenzione e' posta  nella
verifica  e  nella  valutazione  degli  investimenti   in   strumenti
alternativi e in derivati; 
      5) verifica periodicamente, con il supporto del consulente  per
gli investimenti etici  (se  presente),  il  rispetto  da  parte  dei
soggetti incaricati della gestione delle indicazioni date  in  ordine
ai principi e ai criteri di investimento sostenibile e  responsabile,
laddove previsti nell'ambito dei criteri di attuazione della politica
di investimento; 
      6) formula proposte ai  comitati  finanziari  (se  presenti)  o
all'organo di amministrazione riguardo ai nuovi sviluppi dei  mercati
e alle eventuali modifiche della  politica  di  investimento  che  si
rendessero necessarie; 
      7) collabora con l'advisor  (ove  presente)  e  con  gli  altri
soggetti coinvolti nel processo di investimento (soggetti  incaricati
della gestione, banca  depositaria  ecc.),  al  fine  di  fornire  il
supporto necessario circa gli  aspetti  inerenti  alla  strategia  da
attuare e i risultati degli investimenti; 
      8) cura la definizione, lo  sviluppo  e  l'aggiornamento  delle
procedure  interne   di   controllo   della   gestione   finanziaria,
sottoponendole all'approvazione dell'organo di amministrazione; 
    d) advisor (ove presente): 
      1) fornisce una  valutazione  indipendente  dell'andamento  dei
mercati   finanziari   e   coadiuva   l'organo   di   amministrazione
nell'impostazione della politica di investimento; 
      2) elabora analisi  e  formula  raccomandazioni  all'organo  di
amministrazione riguardo allo sviluppo e alla modifica della politica
di investimento, al fine di assicurare la coerenza dell'insieme delle
azioni  intraprese  con  gli  obiettivi  perseguiti;   a   tal   fine
interagisce con la funzione finanza per una valutazione dei risultati
raggiunti; 
    e) i soggetti incaricati della gestione: 
      1) investono le risorse finanziarie  con  la  finalita',  nella
gestione passiva, di replicare l'andamento del mercato di riferimento
e, nella gestione attiva, di realizzare extra-rendimenti; 
      2)  trasmettono  all'organo  di  amministrazione  della   forma
pensionistica una rendicontazione periodica sulle scelte effettuate; 
      3) se richiesti esercitano il  diritto  di  voto  spettante  ai
fondi pensione inerente i titoli oggetto della  gestione  secondo  le
istruzioni vincolanti impartite dall'organo di amministrazione  degli
stessi; 
    f) la banca depositaria (ove presente): 
      1) esegue le attivita' a essa affidate dalla legge; 
      2) svolge le ulteriori attivita' a essa affidate dal fondo; 
      3) trasmette le ulteriori informazioni eventualmente  richieste
dal fondo al fine di alimentare il sistema di verifica e controllo di
cui all'art. 6. 
  3 Con riferimento alle forme pensionistiche di cui agli articoli 12
e 13 del decreto n. 252/2005 e alle forme interne a enti  o  societa'
il documento specifica a quali soggetti, organi e strutture dell'ente
o della societa' sono  affidati,  nel  rispetto  della  normativa  di
settore, i compiti indicati al comma 2. 
  4.  Gli  addetti  alla  funzione  finanza  devono   possedere   una
preparazione professionale e un livello di conoscenze  ed  esperienza
adeguati  alle  mansioni  svolte.  Parimenti,   specifici   requisiti
professionali devono possedere i consiglieri che  fanno  parte  degli
eventuali comitati finanziari, nonche' l'eventuale  soggetto  esterno
incaricato di svolgere la  funzione  finanza  ovvero  l'advisor.  Con
riferimento all'eventuale soggetto esterno incaricato di svolgere  la
funzione  finanza  e  all'advisor  devono  essere  inoltre   previste
l'indipendenza rispetto ai soggetti incaricati della  gestione  e  le
modalita' di remunerazione. 

        
      
                               Art. 6 
 
 
           Sistema di controllo della gestione finanziaria 
 
  1. Il documento descrive il sistema  di  controllo  della  gestione
finanziaria, delineando l'insieme delle  procedure  da  adottare  per
verificare che le azioni poste in essere dai vari soggetti  coinvolti
nel  processo  risultino  in  grado  di  assicurare   gli   obiettivi
finanziari stabiliti. Il sistema deve essere articolato in  relazione
alla complessita' della  strategia  di  investimento  adottata  dalla
forma pensionistica. 
  2. Le procedure interne di  controllo  della  gestione  finanziaria
sono di norma formalizzate nell'ambito del  manuale  operativo  della
forma pensionistica, ovvero in un documento a se' stante. Il  livello
di dettaglio delle procedure riflette la complessita' e il  grado  di
articolazione dell'attivita' di  investimento  posta  in  essere  per
ciascun comparto. 
  3. Nei fondi pensione negoziali e  preesistenti  con  soggettivita'
giuridica il controllo della gestione finanziaria  e'  affidato  alla
funzione   finanza.   La    verifica    delle    procedure    seguite
nell'impostazione e nell'attuazione della politica  di  investimento,
come definite in base al  comma  2,  e'  attribuita  a  strutture  di
controllo interno della forma pensionistica. In caso  di  affidamento
in outsourcing della funzione finanza devono essere posti  in  essere
particolari presidi al fine di verificare l'operato dell'outsourcer. 
  4.  Il  sistema  di  controllo  della  gestione  finanziaria   deve
anzitutto  fare  riferimento  alle  soglie  di  rischiosita'   e   ai
principali parametri di gestione indicati nel documento: 
    a) a livello di comparto: la variabilita' del rendimento medio  e
la perdita massima ritenuta accettabile. In relazione alla  tipologia
di gestione, attiva o passiva: la duration dei titoli obbligazionari;
la  velocita'  di  rotazione  del  patrimonio;  la   tracking   error
volatility; gli eventuali limiti qualitativi e quantitativi; 
    b) a livello di gestore: i vincoli posti alla sua attivita'. 
  5. I parametri di cui al comma 4 sono verificati sulla  base  degli
indicatori riportati nel documento (con periodicita' da stabilire  in
relazione alla tipologia di rischi assunti). Le modalita' di  calcolo
degli indicatori sopra definiti devono essere chiaramente esplicitate
nelle procedure di cui al comma 2. Occorre periodicamente  verificare
anche la  coerenza  delle  soglie  di  rischiosita'  con  l'obiettivo
finanziario e con la strategia posta  in  essere;  le  soglie  devono
essere eventualmente adattate al mutare delle circostanze  e/o  degli
andamenti dei mercati. 
  6. Il sistema  di  controllo  della  gestione  finanziaria  prevede
meccanismi di regolare monitoraggio del rapporto  rischio-rendimento.
In un'ottica ex post  deve  essere  individuata  una  metodologia  di
analisi dei risultati finalizzata ad attribuire  il  risultato  della
gestione  (ovvero  il  differenziale  rispetto  a  cio'  che  ci   si
attendeva) in termini di rischio e di rendimento ai  diversi  fattori
che hanno contribuito a generarlo (performance attribution). 
  7. Particolare attenzione  e'  posta  alla  misurazione  dei  costi
sostenuti sia di gestione che di negoziazione (espliciti e  impliciti
nei prezzi di acquisto e vendita dei titoli). La verifica dello stile
di gestione e della  velocita'  di  rotazione  del  patrimonio  e  la
richiesta  di  spiegazioni  esaurienti  in  caso  di  disallineamento
rispetto agli indicatori contribuiscono al  contenimento  dei  costi.
Nel  caso  di  utilizzo  di  OICR  occorre  verificare  che  i  costi
addebitati  siano  coerenti  con  quanto  previsto  dalle  previsioni
statutarie  e  regolamentari  delle  forme  pensionistiche  e   dalle
convenzioni di gestione. Qualora il  ricorso  agli  OICR  risulti  di
dimensioni  significative  va  verificata  anche  l'incidenza   sulla
redditivita' dei costi da essi sostenuti. 
  8. Il sistema di controllo della gestione finanziaria richiede  una
metodologia  di  rilevazione  delle  informazioni  rilevanti  che  ne
garantisca la veridicita', la correttezza,  la  completezza,  nonche'
l'aggiornamento in funzione dei controlli. In tale ambito particolare
importanza assumono il ruolo dell'unita' interna dedicata ai  sistemi
informatici o dell'outsourcer esterno, i presidi posti in essere  per
fronteggiare i rischi operativi e i flussi informativi instaurati con
la banca depositaria; laddove la fonte di approvvigionamento dei dati
che alimentano l'intero sistema di controllo sia diversa dalla  banca
depositaria e' opportuno che sia garantita la  riconciliazione  degli
stessi con le evidenze di quest'ultima. La possibilita' di realizzare
un  efficace  controllo  della  gestione  finanziaria  presuppone  la
disponibilita' di un information provider dei dati di mercato. 

        
      
                               Art. 7 
 
 
                      Tempistica di attuazione 
 
  1. Fermo restando quanto previsto dall'art. 1  comma  1,  le  forme
pensionistiche adottano il documento sulla politica  di  investimento
di cui all'art. 2 e si adeguano alle altre previsioni delle  presenti
Disposizioni secondo la seguente tempistica: 
    a) entro il 31 dicembre 2012, ove il numero di  aderenti  (inteso
come iscritti attivi, ovvero iscritti  attivi  e  pensionati  per  le
forme che erogano direttamente le rendite) risulti pari o superiore a
1.000 alla data del 31 dicembre 2011; 
    b) entro il 31 dicembre 2013, ove il numero di  aderenti  (inteso
come iscritti attivi, ovvero iscritti  attivi  e  pensionati  per  le
forme che erogano direttamente le rendite) risulti inferiori a  1.000
alla data del 31 dicembre 2011. 
      Roma, 16 marzo 2012 
 
                                           Il presidente: Finocchiaro 
Il segretario: Tais 

        
  

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