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La Scia e' competenza dello Stato

Una sentenza della Corte Costituzionale respinge i ricorsi delle Regioni, che contestavano il conflitto di competenze

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Pubblicato sul Canale varie il 04 luglio 2012

La Corte Costituzionale ha stabilito che la Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) si può applicare nell'edilizia e rientra nella competenza legislativa esclusiva dello Stato. Con la sentenza n. 164/2012 depositata lo scorso 27 giugno, pertanto, sono stati respinti i ricorsi presentati dalle Regioni Valle d’Aosta, Toscana, Liguria, Emilia Romagna e Puglia contro le norme del D.l. n. 48/2010 che, riscrivendo l’articolo 19 della legge n. 241/1990, introducendo la Scia al posto della dichiarazione di inizio attività (Dia). Nella stessa sentenza inoltre viene confermata l’applicabilità della Scia alla materia edilizia, respingendo la questione di legittimità costituzionale promossa dalla sola Emilia Romagna.

Nelle motivazioni, la Corte sostiene che l'infondatezza delle questioni sollevate dalle Regioni ribadendo la continuità tra Dia e Scia: “Scopo dell’istituto era quello di rendere più semplici le procedure amministrative indicate nella norma, alleggerendo il carico degli adempimenti gravanti sul cittadino. In questo quadro s’iscrive anche la Scia, del pari finalizzata alla semplificazione dei procedimenti di abilitazione all’esercizio di attività per le quali sia necessario un controllo della pubblica amministrazione”.

Nel ricorso delle Regioni veniva contestato che le disposizioni impugnate, se ritenute applicabili al settore dell'edilizia, violavano le competenze in materia di “governo del territorio”, che ai sensi dell'art. 117 della Costituzione 3° comma è attribuita alla potestà legislativa concorrente. Peraltro ponendo la regola che stabilisce dopo quanti giorni dalla presentazione della segnalazione (nessuno, in questo caso) sarebbe possibile iniziare l’attività, il legislatore statale non si limiterebbe a fissare regole di principio, ma interverrebbe a disciplinare i dettagli della materia.

Le Regioni inoltre contestavano l'inclusione della Scia tra le competenze di legislazione esclusiva statale sotto la voce “tutela della concorrenza”, anche perché tale disciplina non garantisce un livello essenziale delle prestazioni su tutto il territorio nazionale.

La Corte, tuttavia, ha respinto le lamentele ribadendo l’attinenza della disciplina sulla Scia alla determinazione dei livelli essenziali di prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che come tali devono essere garantiti su tutto il territorio (comprese Regioni a Statuto Speciale). Ciò nonostante, restano invece fermi i poteri degli eventuali effetti dannosi della P.a., che può assumere determinazioni in forma di autotutela.

 

V.R.



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