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Il Consiglio Nazionale delle Ricerche

Verra' tra breve inaugurata ufficialmente la nuova sede del Consiglio Nazionale delle Ricerche

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Pubblicato sul Canale Novecento il 15 giugno 2012

Verrà tra breve inaugurata ufficialmente la nuova sede del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Posta in Roma presso la Città universitaria, essa chiude come uno sfondo il viale delle Scienze.
È un palazzo di nobili linee architettoniche, rifinito all'interno con sobrio buon gusto, e decorato nel suo salone maggiore di un'ampia allegoria. Vi trova posto, fra l'altro, una biblioteca che comprende la collezione completa di tutto ciò che viene pubblicato in Italia nel campo scientifico e tecnico.
Vi è pure, distribuito in varie sale, un «Documentario dei primati scientifici e tecnici italiani», che presenta plastici di opere e modelli di apparecchi, insieme ad un archivio di documentazioni giustificative.
Nella sede sono anche ospitati alcuni Enti che coordinano la propria attività a quella del Consiglio. Così la Società Italiana per il Progresso delle Scienze; il Comitato Talassografico Italiano; la Bibliografia Oceanografica.

 

Costituito il Consiglio Nazionale delle Ricerche nel 1923, il Capo del Governo ne è venuto via via precisando i compiti ed accrescendo le attribuzioni.
Il Consiglio delle Ricerche è così divenuto il supremo Consiglio tecnico dello Stato. Esso costituisce per il Governo un organo permanente di consulenza: il suo parere è per legge un preliminare indispensabile per tutte le proposte di regolamenti di natura scientifico-tecnica soggetti all'approvazione del Consiglio dei Ministri.
Un'altra attribuzione fondamentale del Consiglio è di coordinare e dare impulso alla ricerca scientifica, con particolare riguardo alla economia del paese ed alla sua difesa.
A questo scopo, il Consiglio si vale di una schiera di studiosi e di tecnici, distribuiti in vari Comitati nazionali che si intitolano alle seguenti discipline: 1. agricoltura; 2. biologia; 3. chimica; 4. fisica, matematica applicata ed astronomia; 5. geodesia e geofisica; 6. geografia; 7. geologia; 8. ingegneria; 9. materie prime; 10. medicina; 11. radiotelegrafia e telecomunicazioni.
Il Comitato per l'Ingegneria si divide a sua volta in sei reparti: Costruzioni aeronautiche, civili, elettriche, idrauliche, meccaniche, navali.
Presso i Comitati, e anche al di fuori di essi, funzionano varie Commissioni di studio, che svolgono il loro lavoro ciascuna su di un tema preciso e circoscritto. I vari Comitati sono poi raggruppati per affinità di materia, e fanno capo alle Sezioni del Consiglio, che costituiscono la sua ossatura interna.

Le ricerche promosse dal Consiglio si svolgono presso istituti di carattere nazionale appositamente creati, ovvero anche presso istituti e laboratori preesistenti, come quelli universitari. In questo caso, il Consiglio contribuisce al finanziamento necessario, sia con mezzi propri; sia indirettamente, grazie ai fondi stanziati dal Ministero della Educazione Nazionale, ed assegnati ogni anno secondo le proposte del Consiglio; sia, infine, mercè contributi offerti dalle industrie.
Fra gli Istituti che dipendono direttamente dal Consiglio, è da ricordare I'Istituto Nazionale di Ottica, che ha sede a Firenze, ed assolve al compito di assistere scientificamente una industria, la quale richiede come poche altre un perfezionamento ed un controllo continuo nei propri metodi di produzione e di studio. Esso prepara al tempo stesso studiosi e calcolatori; svolge corsi di istruzione per i rivenditori; assicura una consulenza ormai indispensabile per le amministrazioni civili e militari dello Stato.
Nel settore della elettrotecnica, l'Italia possiede finalmente un grande istituto, fornito di laboratori moderni e bene attrezzati, e dotato con larghezza di mezzi. E' questo l'Istituto Elettrotecnico Nazionale Galileo Ferraris, finanziato dallo Stato con uno speciale contributo annuo, che deriva da una lieve tassa di scambio sulle vendite di energia elettrica e da un modesto diritto annuale sui contratti di abbonamento al servizio telefonico e sulle licenze di ascolto alle radioaudizioni.

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Articolo tratto dalla rivista "Sapere" N.XV - 15 Marzo 1937

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