Storie di ingegneria - Felix Candela, costruttore di sogni | Edilone.it

Storie di ingegneria – Felix Candela, costruttore di sogni

Storie di ingegneria – Felix Candela, costruttore di sogni

Félix Candela Outeriño è stato uno degli architetti più importanti del XX secolo.

E’ considerato uno dei principali fautori del passaggio ai nuovi modelli progettuali determinato in particolare dall’idea di avvolgere il calcestruzzo all’acciaio, una fase di trasformazione esplosa intorno alla metà del secolo scorso che ha portato al materializzarsi delle forme più estreme: l’audacia si è accompagnata alla fantasia e le forme ed i materiali sono stati adattati a tutti gli sforzi.

Professore presso il dipartimento d’architettura dell’Università di Città del Messico, Candela viene ricordato per le sue straordinarie coperture a guscio di cemento armato, dalla forma di paraboloidi iperbolici. Molti architetti sostengono che Félix Candela è stato un magnifico strutturista, ma che non completò mai i suoi lavori. Non ci mise porte e finestre, né terminò le varie installazioni, e non si preoccupò dell’utilizzo. In una parola, preparava la struttura e poi non si occupava più di cosa succedeva dopo. Perciò, affermano che egli non ha titolo per figurare fra gli architetti.

Alcuni ingegneri sostengono che Félix Candela è stato un magnifico architetto che non sapeva come calcolare le sue strutture, operazione che spesso effettuava a occhio. Pertanto modesta sarebbe la sua importanza nella storia dell’ingegneria.

Félix Candela sta in una terra di nessuno e per questo è attaccato dai due fronti, apparentemente inconciliabili. Analizzando la sua opera si vede che egli si occupò prevalentemente di strutture, ma solo di quelle che sono indispensabili per l’architettura, non di ponti, depositi, opere di presa ed altre costruzioni proprie dell’ingegneria.

Tra le sue opere più importanti: la Chiesa della Virgen de la Medalla Milagrosa, il Palazzo dello Sport di Città del Messico, le volte a più rami per la sala da pranzo dell’Hotel Casino de la Selva a Cuernavaca (di cinque rami) ed il ristorante Los Manantiales (otto rami), la sede della Bacardi.

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Autore Fausto Giovannardi
Sito Web http://www.giovannardierontini.it

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