Valutazione del rischio chimico: la panoramica giurisprudenziale | Edilone.it

Valutazione del rischio chimico: la panoramica giurisprudenziale

Valutazione del rischio chimico: la panoramica giurisprudenziale

Per quanto concerne il rischio per la salute, la valutazione non deve individuare solo le corrette modalità operative per eseguire in condizioni di sicurezza una determinata attività lavorativa, ma deve anche portare a definire il livello personale (ogni singolo lavoratore) di esposizione. Il tutto in relazione alla tipologia delle sostanze usate, ai tempi e modalità di esposizione, in modo da poter attuare con tutti i soggetti interessati una corretta attuazione dei protocolli di controllo e di sorveglianza sanitaria.

E’ quindi utile ricordare alcuni concetti basilari che devono essere utilizzati per la valutazione del rischio chimico:
– ricorrere di preferenza a valutazioni basate su analisi e metodologie che prevedono algoritmi e criteri di valutazioni di tipo semiquantitativi;
– il ricorso a misure strumentali, può essere limitato ai soli casi in cui vi sia l’impossibilità di dimostrare con altri mezzi il livello di rischio;
– in caso di incertezza nei dati e nelle valutazioni, i criteri da adottare devono essere di tipo conservativo;
– la caratterizzazione individuale dell’esposizione deve essere eseguita mediante indicatori semplici che consentano però di definire in modo corretto le modalità con cui avvengono le diverse manipolazioni.

Tuttora critica nei risvolti applicativi, risulta la corretta precisazione dell’art. 223 comma 2 “Nel caso di attività lavorative che comportano l’esposizione a più agenti chimici pericolosi, i rischi sono valutati in base al rischio che comporta la combinazione di tutti i suddetti agenti chimici”.

Su questo versante molte volte si potranno effettuare analisi e deduzioni logiche, mentre il ricorso ad algoritmi può risultare inefficace e sottostimare o sovrastimare il rischio, a causa delle difficoltà nel poter appropriatamente considerare in un algoritmo strutturato le molte variabili che possono influenzare gli effetti risultanti dall’interazione.

Per quanto concerne gli effetti tossicologici, inoltre, non si è in grado di circoscrivere la reale tipologia dell’interazione tra due o più agenti chimici presenti e nella migliore delle ipotesi si può ipotizzare che l’interazione origini effetti di tipo additivo.

A fronte delle valutazioni precedenti a completamento del quadro valutativo circa la presenza di un rischio chimico, pertanto, è opportuno avere anche una panoramica giurisprudenziale.

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