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Ascensori e scale mobili risentono della crisi edilizia

Uno dei comparti di massima eccellenza italiana e' in stallo a causa, secondo AssoAscensori, dei debiti delle P.A. nei confronti delle imprese

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Pubblicato sul Canale strutture il 30 luglio 2012

La crisi generale dell'edilizia si riflette anche sul mercato degli ascensori e delle scale mobili. È quanto è emerso in un convegno organizzato da Anie/AssoAscensori per fare il punto sullo stato di salute del comparto, tra gli esempi di eccellenza tecnologica all’interno del manifatturiero nazionale, nel quale l’Italia ha consolidato nel tempo una posizione di leadership a livello mondiale.

Sono ben 900.000 gli impianti installati che ogni giorno effettuano circa 100 milioni di corse. Un primato mondiale per molto tempo ineguagliato, e che oggi occupa la seconda posizione a livello globale e la prima a livello europeo in termini di parco impianti installato.

Dal 2010 il fatturato dell'industria degli ascensori è in calo dello 0,5%, attestandosi a oltre 2,5 miliardi. Un dato abbastanza confortante rispetto alla caduta del volume d'affari mondiale, che tuttavia deve fare i conti con la crisi edilizia e la scarsità degli investimenti nel settore. A tal proposito, il primo trimestre del 2012 nel confronto su base annua registra una fase di stallo per la produzione industriale del comparto. Una crisi – sottolinea AssoAscensori – che non è dovuta alle minacce dei nuovi paesi emergenti, quanto alle criticità espresse dal mercato interno. Il Centro Studi Confindustria ha rivisto al ribasso la caduta del Prodotto Interno Lordo italiano per il 2012 e il 2013 (rispettivamente -2,4% e -0,3%). In un contesto di forte contrazione dei consumi e degli investimenti, i ritardi di pagamento e il più difficile accesso al credito si riflettono in misura rilevante sull’andamento del comparto.

“Il ritardo nei pagamenti dalla P.A. e il cumulo dei debiti nei confronti delle imprese rappresenta una delle piaghe peggiori che gravano sul sistema produttivo italiano ed europeo” – dichiara il Presidente di AssoAscensori Vincenzo de Martino. “Le imprese europee vantano, infatti, 180 miliardi di euro di crediti e di questi si stima che 90 miliardi di euro siano delle imprese italiane. Non è accettabile che proprio lo Stato sia il primo soggetto a non rispettare i contratti con i propri fornitori e richieda, invece, alle imprese assoluto adempimento di oneri come il Durc (Documento unico di regolarità contributiva), obbligatorio anche per ricevere il pagamento dei crediti accumulati con gli Enti pubblici Soprattutto per le piccole e medie imprese operanti nel campo ascensoristico, questi eccessivi ritardi nei pagamenti hanno determinato gravi conseguenze finanziarie, quando non addirittura la chiusura dell’attività”.

V.R.



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