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Aree inquinate: a rischio la salute dei residenti

Una rassegna di studi compiuti negli ultimi anni in alcune aree ambientali inquinate è stata presentata durante il workshop tenuto nella sede di Roma del CNR, intitolato 'Studi su ambiente e salute nei siti inquinati: prospettive di sviluppo...

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Pubblicato sul Canale ambiente il 20 dicembre 2006

Una rassegna di studi compiuti negli ultimi anni in alcune aree ambientali inquinate è stata presentata durante il workshop tenuto nella sede di Roma del CNR, intitolato 'Studi su ambiente e salute nei siti inquinati: prospettive di sviluppo metodologico e applicativo'. Nel corso dell'evento, è stato altresì esposto il Rapporto ISTISAN 06/19 'Indagini epidemiologiche nei siti inquinati: basi scientifiche, procedure metodologiche e gestionali, prospettive di equità', curato da Fabrizio Bianchi dell'Istituto di Fisiologia Clinica (IFC) del CNR di Pisa e da Pietro Comba del Dipartimento ambiente e connessa prevenzione primaria dell'Istituto Superiore di Sanità, che approfondisce la riflessione sullo stato di salute delle popolazioni residenti nei siti inquinati.

Numerosi studi recenti hanno segnalato situazioni critiche – quali eccessi di mortalità, malformazioni congenite o altre condizioni anomale – riscontrate per i residenti di molte aree a rischio. E' questo il caso delle zone di Augusta-Priolo, Gela, Porto Torres, Taranto, Genova, Mantova, Massa Carrara e vaste aree della Campania interessate dallo smaltimento incontrollato dei rifiuti. Per i residenti in prossimità di poli industriali e siti di smaltimento di rifiuti tossici, i risultati emersi dalle ricerche condotte hanno evidenziato un generale incremento di molte patologie e del relativo tasso di mortalità.

Il CNR collabora con gli altri soggetti, in primo luogo l'Istituto Superiore di Sanità e Ministeri competenti, nell'attività di monitoraggio ambientale, sorveglianza sanitaria e, in alcuni casi, di bonifica delle matrici contaminate, di molte di queste zone. L'attività coinvolge diverse istituzioni ed enti e che richiedono studi multidisciplinari rigorosi, tecnologie innovative, sistemi avanzati di misura e valutazione, misure di prevenzione primaria, nuove tecniche di comunicazione e partecipazione.

La ricerca verte soprattutto sulla comprensione dei meccanismi di contaminazione della catena alimentare e di passaggio all'uomo di inquinanti ambientali persistenti; lo sviluppo di tecniche di misura individuale dell'esposizione; la sperimentazione di nuove tecniche di bio-depurazione; l'uso efficace delle risorse di geo-osservazione e localizzazione satellitare.

Le patologie riscontrate in numero crescente, nelle aree inquinate, riguardano le malformazioni infantili e i casi di aborto, come pure i tumori a polmoni, colon-retto e pleura, nel caso della Sicilia. In Campania, dove la mortalità nel ventennio 1982-2001 è diminuita ma si mantiene al di sopra della mortalità nazionale, le malattie del sistema circolatorio rappresentano la prima causa di morte in entrambi i sessi (40% per gli uomini, 50,3% donne), seguite da tumori (30% maschi, 21,3% femmine), in particolare a stomaco, reni, fegato, bronchi e polmoni, pleura e vescica. Preoccupanti anche i dati provenienti dall'area dell'acciaieria di Cornigliano, dove si osserva una maggior incidenza (+10%) di tumori negli uomini rispetto al resto di Genova, in particolare a laringe, encefalo, sistema nervoso centrale e sistema emolinfopoietico. Nella zona di Massa-Carrara, i dati di mortalità generale (più elevati di quelli regionali, specialmente tra i maschi: eccesso del 10%) rilevati a dieci anni dalla chiusura degli impianti ANIC-Agricoltura e Farmoplant mostrano un indice di mortalità maschile, rispetto alla media toscana, maggiore per i tumori al fegato del 53% a Carrara e del 69% a Massa, per i tumori della laringe del 64% e 52%, per il tumore della pleura a Carrara del 131%. Nel polo industriale di Termoli e nella zona della discarica di Guglionesi, in Molise, si verifica l'aumento della mortalità dal 1980 al 2001 per cause tumorali, in genere nei maschi e quindi associabili a esposizioni lavorative, e di malattie dell'apparato respiratorio (+17% a Termoli e + 42% a Guglionesi).

Per ulteriori informazioni, consultare il sito:
http://www.cnr.it/sitocnr/home.html



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