Un inedito Patto per la casa, destinato a dare impulso e direzione alle politiche abitative per i prossimi anni. Lo hanno sottoscritto il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e l'assessore alla Casa Domenico Zambetti con tutti i soggetti pubblici, privati e del sociale - oltre 50 - che operano nel "mondo della casa": istituzioni locali (sindaci dei capoluoghi di Provincia, Anci, Upl), sindacati (degli inquilini e confederali), associazioni dei costruttori, degli artigiani e delle banche, cooperative, categorie professionali come notai e architetti, mondo del volontariato e del non profit, prefetto di Milano.
Suddiviso in 10 punti, il Patto si propone come un decalogo di impegni ineludibili (alcuni già in atto), per rispondere alla richiesta abitativa popolare secondo modalità all'altezza dei tempi. E' stato messo a punto in un anno di serrato lavoro, di dialogo e di confronto con tutti i protagonisti e in tutti i territori della Lombardia.
I dieci punti in cui si articola il Patto sono i seguenti:
welfare abitativo con particolare attenzione alle fasce più deboli, in concomitanza con gli effetti della crisi economica;
edilizia pubblica con il completamento dei programmi (Prerp) finanziati con 340 milioni di euro; in previsione 6.000 alloggi nuovi entro il 2015;
riqualificazione di aree urbane;
il Fondo Federale Immobiliare di Lombardia (Fondo FIL), che permetterà la realizzazione, entro il 2013, di circa 800 alloggi e 800 posti letto per necessità temporanee, di studio, di assistenza o altro;
un fondo regionale per garantire la qualità edilizia e ridurre i costi energetici;
sviluppo di un sistema di accreditamento di soggetti privati operanti nel campo dell'abitazione sociale;
potenziamento degli Sportelli Casa esistenti e delle collaborazioni con gli Uffici informativi di Agenzie comunali per la casa, Aler e Università;
incentivazione di interventi che possano incrementare la disponibilità di alloggi sociali;
promozione presso gli enti e i comuni delle esperienze più rappresentative;
impegno in materia di sicurezza tra sottoscrittori, i Comuni e le Aler in particolare, a realizzare progetti in materia di tutor di fabbricato, task-force per emergenze manutentive, mediazione linguistica e integrazione culturale, custodi sociali/portierato, mix sociale, considerazione della morosità incolpevole, servizi alla persona e ai disabili.
L'intesa è stata accolta con favore da tutti i sottoscrittori che, per alcuni aspetti, l'hanno definita "storica". In particolare è stata apprezzata la grande capacità di fare sistema e di convogliare attorno ad un unico tavolo 53 sigle.
Per il presidente Formigoni “il Patto rappresenta un sistema integrato di interventi che interessano quello che può essere considerato uno dei pilastri del welfare, messo a dura prova dalla difficile congiuntura economica: il tema della casa. È il nostro modo di rispondere colpo su colpo a una crisi che morde sempre di più e a una domanda abitativa che presenta sfaccettature molto diverse rispetto al passato. Per questo è quanto mai urgente rivolgersi anche a chi presenta un reddito medio”.