Un piano inglese annunciato ad inizio del corrente mese di
aprile, prevede di costruire 15 città verdi entro il 2020, provvedendo così a
risolvere due problemi che affliggono il Governo britannico e cioè gli
obiettivi europei di riduzione delle emissioni di CO2 e quelli che riguardano
l'emergenza casa. A dirigere la realizzazione delle eco-città, il governo
inglese ha incaricato Robert Napier,
presidente della Partnership inglese.
Secondo il piano, ogni città sarà costituita da un minimo di
5.000 a
un massimo di 15.000 case. Tra i siti selezionati ci sono Bordon Hampshire,
Rushcliffe in Nottinghamshire, Ford, in West Sussex e Hanley Grange in
Cambridgeshire.
L'identificazione di 15 siti potenziali è solo l'inizio. Seguirà
una consultazione con i cittadini locali. Se l'esito sarà favorevole, entro la
fine dell'anno verrà stilata la lista finale delle eco-città.
La selezione dei siti finali si dovrà basare sugli aspetti
pratici della consegna, sulla rigorosa eccellenza nel design e nella
progettazione e dovrà coinvolgere le comunità locali in tutte le fasi. Le dieci
località finaliste verranno rese note entro i prossimi sei mesi.
Tra le future città a basso impatto ambientale alcune avranno
tra le 15 e le 20mila unità abitative, che saranno dunque costruite con
materiali riciclati, utilizzeranno il fior fiore delle tecnologie disponibili
per alimentarsi attraverso energia rinnovabile, ridurre gli sprechi e non
emettere CO2. Nei piani del governo le eco-città dovrebbero - con quote che si
aggirano tra il 30-40 per cento del totale - venir riservate ai bassi redditi.
«In un colpo solo - ha spiegato Caroline Flint,
sottosegretario all'Edilizia - si ridurrà la morsa del riscaldamento globale e
della carenza di abitazioni, andando in contro al desiderio di migliaia di
famiglie che vogliono acquistare una casa». E se tutto andrà come deve, metà
degli insediamenti verranno finiti entro il 2016, mentre i restanti cinque
entro il 2020.
Si tratta di un piano, che una volta a regime dovrebbe
consegnare circa 240 mila unità, ogni anno, ai potenziali acquirenti
britannici, è paragonabile solo a quello messo in essere negli anni '60.
Per evitare, poi, gli errori commessi nel passato - la
classica colata di cemento - il governo darà vita ad una commissione di esperti
che sottoporrà gli imprenditori dell'industria edilizia a test rigorosi prima
di ammetterli alla gara d'appalto.
«Dovranno raggiungere i più alti standard nel campo della
sostenibilità e creatività - ha detto ancora la Flint - per aggiudicarsi le
gare: la commissione spingerà gli esami sino ai limiti».
Il piano non è privo dal suscitare critiche e perplessità.
Per gli ambientalisti la collocazione delle eco-città, al di fuori dei centri
abitati, provocherà agli eco-abitanti del prossimo futuro, spostamenti per
andare al lavoro, tali da produrre, sul versante opposto a quello del
risparmio, un aumento d'inquinamento con l'uso delle automobili.
Per i Conservatori, invece, il problema sta sì nella scelta
delle zone su cui costruire i nuovi insediamenti poichè molte delle zone
indicate sulla lista corrispondono ad aree verdi, e quindi mettono in allarme
la popolazione locale.