Michael Arad
Data di nascita21 luglio 1969
CittàIsraele
Data morte
Nazione israele
Michael Arad è un architetto israeliano che è stato selezionato per progettare il Memoriale del Centro del Commercio Mondiale (World Trade Center Memorial) a New York City (USA) come edificio in ricordo dell’11 settembre.
Arad è nato in Israele il 21 luglio 1969 ma ha vissuto negli Stati Uniti, in Gran-Bretagna ed in Messico perché suo padre, Moshe Arad, era un diplomatico israeliano e, contemporaneamente, ambasciatore d’Israele negli Stati Uniti.
Completato il suo servizio nella forza della difesa israeliana nel 1991, ha ricevuto la laurea di Bachelor of Science dall’Università Dartmouth nel 1994.
Trasferitosi a New York City nel 1999 ha lavorato come architetto presso la Kohn Pedersen Fox per tre anni occupandosi d’alcuni progetti di rilievo quali l’Union Station Tower, e la Plaza d’Espirito Santo, a Miami che ha vinto il premio AIA nel 2001 (NY).
Si è unito al Design Department della New York City Housing Authority ed ha lavorato allo sviluppo del progetto delle stazioni di polizia per il reparto della polizia di New York City.
Arad è stato scelto tra 5.201 concorrenti come il progettista vincitore del memoriale del centro di commercio mondiale (World Trade Center Memorial) con il suo progetto "Reflecting Absence”: due grandi vasche ed una cascata d’acqua che formano un velo ai piani inferiori. Attraverso il vuoto di queste due grandi vasche situate dove un tempo sorgevano le due torri, il progetto di Arad evoca il senso di perdita e assenza causate dalla tragedia del World Trade Center.
Arad ha parlato recentemente a numerosi eventi, compresa la Dartmouth College's 235th Convocation Ceremony, al Seminario d’Architettura a Gerusalemme (Israele) e, ad una discussione del comitato dell’AIA " Learning from Lower Manhattan " con Daniel Libeskind e Santiago Calatrava.
Il suo lavoro è stato pubblicato e recensito su diverse riviste : Art in America, Arquitectura Viva, ID Magazine, Architectural Record, e diversi quotidiani quali il New York Times, il Washington Post, e l’Atlanta Journal Constitution.