Progettata dall'Architetto Renzo Piano, la costruzione dell'Aeroporto Internazionale di Kansai
è stata un'enorme sfida. La struttura giace su un'isola artificiale nella baia di Osaka ed è stata concepita per accogliere il traffico di una delle tratte aeree più affollate del Giappone servendo al contempo le tre principali città della regione del Kansai: Osaka, Kobe e Kyoto.
L'aerostazione del Kansai ha dovuto funzionare come uno strumento straordinariamente preciso che aderisse contemporaneamente a più dettami: rispondere alle rigorose regolamentazioni locali dal punto di vista tecnico, per quanto riguarda il terremoto e le misure di sicurezza delle marea; accogliere operativamente 100.000 viaggiatori al giorno, nella lunghezza di 1,7 chilometri (cioè, due terzi di lunghezza del Champs Élysées, come punto del confronto), con 42 differenti cancelli di imbarco.
Il terminale, il cui disegno è stato oggetto di un concorso internazionale, è stato costruito in circa 38 mesi da quasi 10.000 operai. La principale innovazione offerta dal progetto risiede nella forma. Da una vista a sezione trasversale, il tetto è un arco imperfetto e ondeggiante formato da una serie di archi di differente formato. La forma è emersa dagli studi aerodinamici sulle correnti d'aria che attraversano la costruzione. L'obiettivo era di fare svolgere alle correnti d'aria un ruolo importante nella concezione e nella materiale espressione dell'aerostazione. Infatti, le correnti di aria sono incanalate dal lato del passeggero al lato della pista senza incontrare alcun blocco nel condotto di aria. Le correnti d'aria sono regolate dai deflettori e sono guidate dalla forma del tetto. Le sculture mobili (generate dallo scultore Shingu) sono affisse al soffitto ed i loro incessanti movimenti testimoniano gli effetti delle correnti di aria.
La struttura generale della costruzione somiglia ad un'onda. In un certo senso, le sue curve rappresentano un aliante che è venuto a posarsi sull'isola.
Per la sua stessa forma, l'aeroporto di Kansai si adatta perfettamente all'ambiente circostante: l'acqua e le onde, l'aria e la brezza del mare, per non parlare della luce. La struttura è più fluida e leggera che in una costruzione sulla terra, benchè ancor più resistente: l'aerostazione è come una straordinaria nave spaziale.
Nel 1987 è stata avviata la costruzione dell'isola artificiale su cui poggia l'aerostazione. Nel 1990, è stato completato un ponticello di tre-chilometri per collegare l'isola al continente alla Rinku-Città ad un costo di 1 miliardo di dollari statunitensi. Da allora, l'isola è affondata di 8 metri (molto di quanto previsto) ed il progetto si è trasformato nel più costoso progetto di impianti civili nella storia moderna, dopo 20 anni di progettazione, 3 anni di costruzione e parecchi miliardi di dollari d'investimento.
La costruzione del terminal dell'aeroporto è cominciata nel 1991. Per compensare l'abbassamento dell'isola, sono state progettate delle colonne registrabili per sostenere la costruzione terminale. Queste, hanno potuto estendersi tramite l'inserimento di spesse piastre di metallo alla loro base.
L'aeroporto di Kansai è stato aperto nel 1994 e già nel 2001 è stato annoverato tra le dieci strutture considerate dall'American Society of Civil Engineers "monumento di ingegneria civile del millennio".
Il tasso di abbassamento dell'isola nel mare è diminuito sensibilmente negli ultimi anni (appena 17 centimetri nel 2002). Nel 2003, ritenendo che il problema d'abbassamento fosse quasi superato, gli operatori dell'aeroporto hanno iniziato la costruzione di una seconda pista di 4,000m, con un costo di progetto valutato approssimativamente 15 miliardi di dollari statunitensi.