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Cna: a rischio 150mila posti di lavoro nelle imprese edili

Il 2009 per il settore è stato un anno nero: il calo complessivo della domanda ha toccato il 30%

Immobili - 05 febbraio 2010

Sono 150mila i posti di lavoro a rischio nel 2010 per  700.000 imprese di costruzioni del Paese. I dati preoccupanti sono stati diffusi a Genova da Cna, confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa, in un convegno presieduto dal responsabile nazionale Unione imprese delle Costruzioni, Giuliano Sciarri. Il 2009 in Italia, secondo Cna Costruzioni, è stato un anno nero per il settore edile: -11% nelle nuove costruzioni, -4% nelle manutenzioni degli edifici, -23% negli importi base di gara pubblica per nuove opere. Le imprese iscritte nel 2009 alla Cassa Edile sono scese del 4%, gli operai diminuiti del 6%.

"Eravamo arrivati a 2 milioni di occupati in questo settore, il calo del 6% è sensibile. Noi riteniamo però che l'apice della crisi si sia raggiunto. Il quadro per i prossimi anni è  di incertezze, sugli investimenti e sul fatto che gli appalti sembrano essere sempre più di grande dimensione e quindi rivolte a aziende molto più strutturate, mentre il nostro è sempre fatto di piccolissime imprese" afferma Carlo De Albertis, presidente Assimpredil dell'Associazione nazionale costruttori edili.

«Il settore soffre la crisi – continua, invece, Giuliano Sciarri - nelle 700.000 imprese edili italiane ce ne sono molte improvvisate, le prime che continuano a fallire». Secondo Cna, circa l’80% delle imprese edili italiane è composto da ditte individuali senza dipendenti. Un fenomeno in crescita: mentre gli operai iscritti alla Cassa Edile diminuiscono gli iscritti all’Albo delle Imprese Artigiane aumentano. Gli operai sono costretti ad aprire una partita Iva per lavorare. Come rilanciare il settore? “Incentivare le manutenzioni e le ristrutturazioni”, è la ricetta di Massimo Giacchetta, presidente CNA Costruzioni Liguria.

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