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3,2 miliardi di euro per Life 2014-2020

Le novita' e i programmi per realizzare un'Europa piu' verde e piu' pulita

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Pubblicato sul Canale ambiente il 14 dicembre 2011

Il Ue Life+ è nato nel 1992, come strumento di finanziamento di progetti ambientali, ed è stato articolato in 3 fasi: (LIFE I: 1992-1995, LIFE II: 1996-1999 and LIFE III: 2000-2006). In questo arco di tempo, Life ha permesso il cofinanziamento di 3104 progetti in tutta l’Europa e attualmente siamo nella fase Life+ (2007 – 2013), la quale ha a disposizione un budget di 2.143 miliardi di euro, da spendere in progetti relativi alle 3 componenti del progetto: LIFE+ Nature and Biodiversity, LIFE+ Environment Policy and Governance, LIFE+ Information and Communication.

Ora il commissario all’Ambiente Janez Potocnik e quello al Clima Connie Hedegaard propongono infatti una nuova fase del programma, Life 2014-2020, e chiedono 3,2 miliardi di euro per finanziarlo.
La principale novità nella nuova fase è rappresentata dalla creazione di uno specifico sottoprogramma dedicato all'azione climatica che affiancherà gli interventi a difesa della biodiversità e dell'efficienza delle risorse concentrandosi su:
    •    la riduzione delle emissioni dei gas serra per attenuare i cambiamenti climatici;
    •    la resistenza e l'adattamento ai cambiamenti climatici;
    •    la governance, la comunicazione e in generale la diffusione di tutte le informazioni relative agli interventi per la mitigazione dei cambiamenti climatici.

Il sottoprogramma per il clima, ha sottolineato la commissaria Connie Hedegaard, punta anche ad incrementare le risorse per "le strategie regionali di riduzione del carbonio e resistenza ai cambiamenti climatici, nonché a progetti su piccola scala in materia di clima realizzati da PMI, ONG e autorità locali.

Il nuovo programma si fonderà sull'esperienza positiva del programma 'Life+' ma - assicura Bruxelles - ''sarà riformato in modo da essere più incisivo, semplice e flessibile con una dotazione di bilancio significativamente superiore''.

Come si legge sul documento ufficiale, i 3,2 miliardi di euro che i due commissari hanno ottenuto unendo le forze assicurerebbe un lavoro più incisivo sui cambiamenti climatici, triplicherebbe i fondi destinati alle pmi, permetterebbe di costruire progetti integrati come quelli per le città, ai quali partecipa solitamente il comparto privato, ma che così potrebbero diventare realmente casi virtuosi di efficienza energetica e di moltiplicazione di spazi verdi. In buona sostanza, verrebbero notevolmente sostenuti i progetti di piccole dimensioni realizzati dalle pmi ma anche dalle autorità locali, mentre la novità vera e propria riguarda gli sforzi legati al contrasto dei cambiamenti climatici.

 “Le sovvenzioni di finanziamento dei progetti continueranno a costituire il principale tipo di intervento del programma'', hanno ricordato i due commissari nella loro proposta. Le sovvenzioni ''a favore di organizzazioni non governative e altri organismi – hanno anche rimarcato - continueranno ad essere possibili e vi saranno anche margini per erogare contributi a strumenti finanziari innovativi''.

A.U.



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