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30mila lavoratori in piazza per il settore delle costruzioni

Alla manifestazione "Costruiamo il futuro" il lancio di una piattaforma unitaria con undici proposte per rilanciare il settore

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Pubblicato sul Canale varie il 06 marzo 2012

Muratori, carpentieri, tecnici e operai specializzati, impiegati, gruisti, cavatori, operai del legno e arredo, dei laterizi, del cemento, restauratori e archeologi, italiani e stranieri. I lavoratori delle costruzioni sono scesi in piazza sabato 3 marzo a Roma in 30mila per chiedere attenzione e sostegno a un settore che può e deve diventare un motore per la ripresa del Paese e un volano per l'occupazione.

Nello specifico, la manifestazione è stata organizzata dai sindacati edili - Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil - per chiedere al Governo l’immediata convocazione di un tavolo per affrontare la crisi delle costruzioni, un comparto che in tre anni e mezzo ha perso 300mila posti di lavoro. Il settore è stato scosso duramente dalla crisi e in cinque anni ha perso il 24,1% in termini di investimenti e produttività, riportandosi ai livelli di produzione di metà degli anni Novanta.

Incidenti sul lavoro, caporalato, irregolarità e illegalità diffusa, infiltrazioni della criminalità organizzata nel sistema degli appalti, cantieri fermi, opere mai partite o incompiute sono soltanto alcuni dei problemi che affliggono il settore delle costruzioni portate in luce dalla manifestazione romana. Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil hanno così lanciato una piattaforma unitaria con 11 proposte per il rilancio del settore. Secondo i sindacati edili è necessaria la modifica della recente riforma del sistema pensionistico e degli ammortizzatori sociali che penalizzano maggiormente i lavoratori delle costruzioni

Sul fronte della regolarità e della legalità, è necessario applicare rigidamente le procedure previste per contrastare l’infiltrazione criminale a partire dalle grandi opere e superare la prassi di affidamento dei lavori attraverso appalti al massimo ribasso. Per contrastare il lavoro irregolare si propone di aumentare i controlli a tutti i livelli e applicare l’obbligo del Durc per congruità anche ai lavori privati e garantire l’effettiva qualità alle imprese che accedono al mercato attraverso idonei strumenti.

Va inoltre garantita una leale concorrenza anche attraverso la corretta gestione contrattuale nel cantiere; è necessario implementare il già previsto inasprimento delle sanzioni contro il caporalato. Per creare nuovo lavoro, i sindacati propongono di rendere immediatamente disponibili per l’apertura dei cantieri i fondi stanziati con la delibera Cipe del 6 dicembre 2011; agevolare il ricorso alla finanza privata sia per la realizzazione di opere pubbliche, sia per l’avvio di un vasto piano di housing sociale; definire un piano straordinario per il Mezzogiorno attraverso l’individuazione di opere prioritarie di valenza interregionale

La piattaforma comune di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil prevede inoltre di destinare ai comuni una quota maggiore dell’Imu per uno sblocco selettivo del patto di stabilità interno; rendere strutturali e rafforzare gli incentivi destinati alla riqualificazione del patrimonio abitativo in una logica di sostenibilità ambientale e di risparmio energetico. Infine, vanno definite politiche idonee a supportare l’intera filiera delle costruzioni (edilizia, legno, laterizi, cemento, lapidei) dando risposta alle tante crisi anche attraverso il sostegno alle politiche di innovazione nella direzione della green economy complessivamente intesa.

O.O.



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